Matteo Berrettini eterno: lotta per 5 set e batte un indiavolato Monfils, conquistando la prima storica semifinale per un giocatore italiano agli Australian Open, un torneo che esiste da 117 anni. Il campione azzurro esce vincitore da una battaglia lunga quasi 4 ore, riuscendo a reagire nel quinto set, quando ormai tutto sembrava andare dalla parte del rivale francese. I primi due set vinti con merito e in grande controllo, poi l’esuberanza di Monfils ha il sopravvento. Sul punteggio di 2 a 2, Berrettini pare già essersi arreso al suo destino, alle difficoltà tennistiche e fisiche. In quel momento arriva la reazione mentale da grande campione, capace di chiudere l’ultimo parziale con un netto 6-2 e urlare un “non ti sento” rivolto al pubblico, che ha tifato rumorosamente per il francese. Così Berrettini conferma di essere ormai nel gotha del tennis mondiale, centrando la sua terza semifinale Slam della carriera. Ora la priorità per il 25enne romano è il riposo: venerdì la sfida in semifinale contro Rafael Nadal, anche lui impegnato fino al quinto set contro Shapovalov.

Berrettini, ormai ex numero 7 al mondo, perché da lunedì la sua classifica sarà ancora migliore, era il favorito contro il numero 17 del seeding. Ma Gael Monfils ha messo sul campo della Rod Laver Arena una prestazione superlativa, mostrando seppure a intermittenza il suo enorme talento. L’azzurro ha saputo gestire al meglio le fiammate del francese nei primi due set, grazie a una solidità impressionante al servizio e alla capacità di sfruttare i passaggi a vuoto del suo rivale. L’esito è stato un doppio 6-4 che sembrava incanalare la partite nella direzione auspicata da Berrettini. Poi però Monfils ha iniziato a rispondere meglio, a entrare nello scambio anche nei turni di battuta dell’azzurro. Il match ha cambiato volto, con il francese che in certi momenti è parso un muro di gomma, contro cui Berrettini sbatteva senza trovare soluzioni.

Un 3-6, poi un altro 3-6. Match chiuso? Macché. L’azzurro ha saputo cancellare tutto e concentrarsi sul quinto set, trovando subito il break che ha di colpo sgretolato le certezze di Monfils. Al contrario, Berrettini ha ritrovato fiducia nel suo servizio, nel dritto e nelle discese a rete per chiudere il punto. Ha giocato senza più timori, dimostrando che ormai le fasi finale di uno Slam sono il suo habitat. Così ha vinto la battaglia. E raggiunto una semifinale che equivale a un altro pezzo di storia del tennis italiano. Sarà la rivincita della semifinale agli US Open del 2019, vinta da Nadal in tre set e unico precedente tra i due.

“E’ stata un’altra grandissima battaglia e anche stavolta ce l’ho fatta. Nel terzo set pensavo di avere la partita in mano e poi mi sono ritrovato al quinto…. A quel punto ho dato davvero tutto quello che avevo, ho colpito più forte che potevo, ho chiesto al mio corpo uno sforzo supplementare. E sono felicissimo”, ha detto Berrettini a caldo dopo il successo. “Ripeto al terzo set non ho sfruttato un paio di palle-break ed avete visto quello che è successo: il tennis è così – ha aggiunto il 25enne romano – Anche a New York nel 2019 superai Gael e poi incontrai Rafa. Stavolta pure lui ha giocato cinque set e dovrà riposarsi, ma di certo ha molta più esperienza di me. Cosa farò domani? Starò in camera a riposare e guarderò Tsitsipas-Sinner: sono molto amico di Stefanos ma naturalmente farò il tifo per Jannik”. Mercoledì infatti (ore 5 italiane) è in programma il quarto di finale tra Jannik Sinner e il greco numero 4 al mondo.

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