di Gennaro Siciliano

Che i peones a libro paga di B. si adoperino per favorire l’ascesa berlusconiana al Colle è comprensibile e assicura uno spettacolo meraviglioso, al pari di una danzatrice leggiadra e volteggiante. Ha un che di surreale, ma anche di coraggioso. Un’impresa meritevole di attenzioni e lode, tanto spudorata e ardua. Imperterriti continuano con serietà proverbiale, tenacia invidiabile e privi di vergogna alcuna a perseguire la loro missione di promotori dell’improponibile.

La loro attività si svolge prevalentemente nei talk show televisivi, attraverso la consolidata strategia mirata all’interruzione degli altri ospiti, possibilmente mentre quest’ultimi, con onestà intellettuale descrivono, nel caso specifico, la vita pubblica e privata di Berlusconi per quello che in realtà è: un mappazzone di figure di me*da, misto a condotte opinabili (quando non sono reati) e leggi ad personam mirate a pararsi il cu*o e ad arricchirsi alle spalle degli italiani. Soldi ad ogni costo, spudorato e senza vergogna proprio come si conviene ad un Cavaliere quale era. E ieri sera a Otto e Mezzo da Lilli Gruber, oltre ad Antonio Padellaro, Alessandro De Angelis ed Elisabetta Rubini, c’era Stefano Zurlo.

Nell’invitarvi a cercare la puntata online, imperdibile a chi non l’avesse vista, posso anticipare che mentre tutti gli altri con spirito critico descrivevano la candidatura di B. al Colle come ciò che realmente è, ovvero una pantomima trash, il poro Zurlo si adoperava senza vergogna, quasi come i concorrenti del Gf Vip, per mettersi in mostra e pronunciare discorsi a pera pur di difendere giustamente lo stipendio in tutti i modi, difendendo B. da quelle critiche così cattive, por’anima! Persino la condanna definitiva per frode fiscale di B. è diventata opinabile a sentire il poro Zurlo.

Tra l’altro, una visita ogni venerdì per dieci mesi a Cesano Boscone come pena dopo aver frodato il fisco per 360 milioni circa è anche conveniente. Se vai alla Conad e rubi cinque bottiglie di rum ti arrestano.

Ma non si è mica limitato a questo; ah no! Ci mancherebbe altro, siamo persone serie. Dopo l’intervento dell’avvocato Rubini, che giustamente ha ricordato che un tycoon come B., proprietario di tv, radio, canali tematici, giornali ecc, sia, anche escludendo per un attimo i processi, una figura assolutamente inadatta a diventare Presidente della Repubblica proprio per la sua capacità di influenzare le persone a suo piacimento, Zurlo ricordava convintamente, tutto tronfio, che B. “è la storia del centro-destra, è la storia del sistema maggioritario, un pezzo di storia italiana”. Purtroppo per noi, avrei aggiunto.

Ecco, io personalmente di B. ne faccio a meno, e credo fortemente che dovremmo riconoscere in lui tutto ciò di cui l’Italia non ha bisogno. Riconoscere che in fondo, nonostante la nostra memoria sia identica a quella dei pesci rossi e il nostro interesse alla politica e a fatti che ci riguardano direttamente sia pari a zero, non ci meritiamo come massima garanzia dello Stato uno come Silvio, che tra l’altro in questi giorni telefona tramite il centralinista Sgarbi a tutti i parlamentari.

Ecco, penso che un figuro del genere sia introvabile persino a Queens o a Rio De Janeiro, e persino nella mente fervida degli autori cinematografici di Hollywood. Nel frattempo restiamo in attesa di conoscere nuovi sviluppi. Sarà B. il nuovo Presidente della Repubblica? Lo scopriremo di sicuro nelle prossime puntate. Nel frattempo vi anticipo che semmai dovesse accadere, espatrio.

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