Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare, gli ultimi sette anni sono stati i più caldi in assoluto e il 2021 ha avuto l’estate più calda degli ultimi anni ma in generale è uno degli anni più freschi insieme al 2015 e il 2018. Questi, in sintesi, sono i nuovi dati emersi dallo studio del Centro europeo per le previsioni metereologiche, il Copernicus climate change service (C3s), e dal Copernicus atmosphere monitoring service (Cams) con il finanziamento dell’Unione europea.

Il rapporto annuale sul climate change riporta che “l’analisi preliminare delle misurazioni satellitari conferma che le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare nel corso del 2021″, con i livelli di anidride carbonica (Co2) e metano (Ch4) che hanno raggiunto un nuovo record globale annuale. Il mese con la più elevata concentrazione è stato aprile 2021, durante il quale la media mensile globale di Co2 ha raggiunto 416.1 ppm (parti per milione). “Le emissioni di carbonio provocate dagli incendi in tutto il mondo ammontano complessivamente a 1850 megatonnellate, in particolare alimentate dagli incendi in Siberia“, si legge nel report. Un dato che indica un leggero aumento delle emissioni di carbonio rispetto al 2020, pari a 1750 megatonnellate, anche se è in linea con il calo delle emissioni che prosegue dal 2003.

Le analisi del centro europeo hanno dimostrato che dal 1991 al 2020 le temperature sono state circa 0.9 °C superiori rispetto a quelle del periodo pre-industriale. In rapporto a questi ultimi 30 anni, le regioni con temperature più alte della media sono comprese in una fascia che si estende dalla costa occidentale degli Stati Uniti e del Canada, al Canada nord-orientale e alla Groenlandia, così come ampie parti dell’Africa centrale e settentrionale e del Medio Oriente. Per quanto riguarda l’Europa, i sette anni più caldi vanno dal 2014 al 2020. Il 2021, quindi, si attesta tra gli anni “freschi”, anche se il centro Copernicus ricorda il record europeo di temperatura più elevata, registrato proprio la scorsa estate in Sicilia con 48.8°C, di 0.8°C superiore al precedente (record non ancora registrato dall’Organizzazione metereologica mondiale, Wto).

Questa non è la sola anomalia. Se le temperature degli ultimi mesi della stagione invernale e primaverile sono stati in generale in linea con la media del trentennio 1991-2020, una fase fredda registrata in aprile, in seguito ad un marzo relativamente caldo, ha causato gelate di fine stagione nelle zone occidentali del continente. L’estate del 2021 ha poi visto numerosi episodi climatici estremi, come le intense precipitazioni nell’Europa centro-occidentale che hanno causato gravi danni e disagi tra Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. Nello stesso periodo, invece, il bacino mediterraneo viveva un’ondata di calore e siccità con incendi e temperature elevate che hanno interessato in modo particolare la Turchia, oltre a Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Albania, Macedonia del Nord, Algeria e Tunisia.

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