Il Tribunale per i minorenni di Milano ha deciso di nominare come “tutore” in “sostituzione” della zia “un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine”, mantenendo “il bambino collocato presso la zia”, in provincia di Pavia. Lo ha comunicato il presidente del Tribunale Maria Carla Gatto chiarendo che la decisione, all’esito dell’udienza del 9 dicembre 2021 sul reclamo presentato dai nonni materni di Eitan contro la nomina della zia paterna Aya come tutrice legale, è stata presa data “l’elevatissima conflittualità, manifestatasi successivamente all’iniziale nomina del tutore” e “visto che la contesa parentale insorta indubbiamente contribuisce a complicare ogni scelta personale, relazionale, economica ed educativa che dovrà essere assunta nel prioritario interesse del bambino, già così drammaticamente segnato dai tragici vissuti personali”.

“Nell’interesse del minore accogliamo con soddisfazione la rimozione di Aya Biran come tutore a favore di un terzo, come era stato richiesto fin dall’inizio dai nonni materni”. Così gli avvocati Sara Carsaniga e Paolo Polizzi, legali di Shmuel Peleg e Esther Cohen, i nonni materni del bimbo.

Il procedimento, con al centro una serie di questioni poste dagli avvocati dei nonni (che hanno contestato anche la presunta falsità del verbale di nomina basato su un documento di un medico) era iniziato lo scorso 22 ottobre con una prima udienza. Tra l’altro, la zia paterna nei mesi scorsi ha già presentato richiesta al Tribunale per l’adozione del minore, così come ha fatto, tra l’altro, anche la zia del ramo materno del piccolo. Il procedimento sull’adozione è autonomo e va avanti ed è diverso da quello sulla nomina del tutore che deve fare in questa fase gli interessi, su tutti i fronti, del minore.

Inoltre gli zii paterni di Eitan, Or Nirko e Aya Biran, risultano indagati dalla Procura di Pavia per diffamazione e furto in abitazione sulla base di una denuncia della nonna materna del piccolo, Esther Cohen. Nonna che ha denunciato nei mesi scorsi che la coppia avrebbe prelevato oggetti, come telefoni e dispositivi informatici, dalla casa dei genitori del bimbo, utili, secondo i legali della nonna, per accedere a documenti che servivano nel procedimento di nomina del tutore legale.

Eitan Biran, 6 anni, è l’unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone. Era stato ricoverato subito dopo l’incidente e sottoposto a un intervento di cinque ore per poi essere accompagnato a Pavia dalla 41enne zia paterna Aya. Nel mentre da Israele la zia materna, Gali Peri, aveva annunciato con il suo legale di avere avviato un procedimento per l’adozione del bambino, accusando la zia paterna di tenerlo “in ostaggio” in Italia. L’11 settembre scorso il piccolo Eitan era stato poi portato in Israele con un aereo privato ed era iniziata la contesa legale tra i due rami della famiglia sul suo affido: quello materno in Italia e quello paterno in Israele. Il 23 settembre i legali delle due famiglie avevano definito le intese, raggiunte su istruzione della giudice del tribunale dei minori di Tel Aviv, volte a “difendere il piccolo Eitan e la sua sicurezza, la sua integrità e la sua tranquillità”. Del 10 novembre invece i due mandati di cattura internazionali, chiesti dalla procura di Pavia, ed emessi nei confronti del nonno materno, Shmuel Peleg, e dell’uomo di 50 anni israeliano che era alla guida della macchina con cui il bambino fu portato a Lugano per essere imbarcato su un aereo privato con destinazione Tel Aviv. Intanto il Tribunale della famiglia di Tel Aviv aveva stabilito il rientro in Italia del piccolo, avvenuto lo scorso 3 dicembre.

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