Il titolo è un filo confondente, come dimostra poi lo sviluppo dell’intervista. Perché se l’operaio Gerardo Giannone nel 2022 si ritroverà sul conto 700 euro in più da spendere il merito è solo in minima parte della riforma del Fisco che entrerà in legge di Bilancio. “Io, operaio in fabbrica, con le misure avrei 700 euro in più”, titola il Corriere della Sera nella sua edizione cartacea a pagina 17. L’intervista al dipendente Stellantis, ex sindacalista Cisl (che non aderisce allo sciopero di Cgil e Uil), è accoppiata a un grafico che riassume i calcoli di uno studio di De Fusco Labour&Legal, non il massimo della chiarezza anche in questo caso. Il primo impatto su un lettore non attentissimo è quindi quello di pensare che la riforma in procinto di essere approvata permetta a un operaio che guadagna 20mila euro all’anno guadagnare 700 euro in più all’anno. Una cifra che in quella fascia di reddito, per come sono state pensate le nuove aliquote Irpef, è in realtà di molto inferiore.

Lo spiega nel corso dell’intervista lo stesso Giannone, già noto alle cronache. Un libro all’attivo (e uno in uscita), l’operaio in passato è stato candidato del Pd a Casalnuovo di Napoli e in quell’occasione finì alla ribalta per alcuni insulti sessisti alla grillina Paola Taverna. Non solo: quando la Juventus comprò Gonzalo Higuain dal Napoli, chiese un aumento dello stipendio. “Noi fruttiamo tanto di più rispetto ad Higuain. Gli Agnelli investano su di noi”, fu la sua proposta all’epoca.

Anni in cui era un rappresentante di Fim Cisl, il sindacato che ha scelto di non accompagnare Cgil e Uil nello sciopero generale, difendendo la riforma del governo Draghi. L’astensione dal lavoro è criticata anche da Giannone, che però è ben conscio di come i suoi 700 euro non derivino dal taglio dell’Irpef grazie alla riforma. Con le nuove aliquote il calcolo è presto fatto: “Siamo a 100 euro in più l’anno”. In realtà, da tabelle del ministero dell’Economia, tra l’altro, sarebbero quasi 200. E la tabella riportata dal Corriere della Sera nella stessa pagina riporta una terza cifra.

Gli altri 600 di cui parla Giannone, invece, sono guadagni che derivano dalla sua specifica situazione e totalmente slegati dalla riforma. Circa 300 euro in più verranno percepiti dall’operaio grazie al fatto di avere un figlio a carico: l’assegno unico, spiega lo stesso dipendente Stellantis, varrà 25 euro al mese. Poi c’è un ulteriore incremento di 300 euro di liquidità grazie alla Regione Campania, dove vive. L’operaio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, infatti, beneficerà del cambiamento delle aliquote dell’addizionale regionale Irpef: “Nel 2021 pagavo 400 euro, l’aliquota in Campania era di 2,03”.

Tutto corretto. Adesso invece l’aliquota unica si è trasformata in un tris: si pagherà lo 0,25% fino a 15mila euro, l’1,43% nella fascia 15-28mila e l’1,67 tra 28 e 55mila. A conti fatti, un risparmio più o meno di 300 euro. Per tutto questo, dice Giannone difendendo l’attuale governo e attaccando il Conte 1 e il Conte 2, non sciopererà. Resta un dato di fatto: un operaio della stessa azienda con lo stesso inquadramento, ma assunto nello stabilimento di Melfi e senza figli, nel 2022, grazie alla riforma del Fisco intascherà, stando ai calcoli di Giannone, appena 100 euro in più. E resta anche da capire un’altra cosa: quale sarebbe stata la risposta al Corriere della Sera su riforma e sciopero, sapendo che un suo superiore con un imponibile Irpef doppio guadagnerà quasi 900 euro in più all’anno grazie agli effetti del nuovo fisco.

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