Scarcerato dopo 22 mesi di detenzione. Patrick Zaki è stato finalmente rilasciato in attesa della prossima udienza: è ancora imputato, ma è potuto tornare a casa dalla sua famiglia. La decisione del giudice monocratico è arrivata ieri 7 dicembre e solo oggi in tarda mattinata la procedura è stata completata. Lo studente e attivista è uscito dal commissariato di Mansura con la divisa bianca dei carcerati e facendo il segno della vittoria con la mano. Poi ha abbracciato la madre, la sorella e la fidanzata: le foto sono state rilanciate e diffuse su Twitter poco dopo. “Voglio dire molte grazie agli italiani, a Bologna, all’Università, ai miei colleghi, a chiunque mi abbia sostenuto”, ha dichiarato all’agenzia Ansa, rivolgendosi a tutti coloro che lo hanno sostenuto da lontano in questi mesi. Per quanto riguarda il suo futuro, ha aggiunto: “Sto aspettando, vedrò nei prossimi giorni cosa succede: voglio essere in Italia il prima possibile, appena potrò andrò direttamente a Bologna, la mia città, la mia gente, la mia università”. Una delle prime cose che ha fatto non appena arrivato a casa è stato indossare una maglietta dell’Università di Bologna, che l’ateneo gli aveva fatto recapitare.

La prossima udienza per Patrick Zaki è fissata per il prossimo primo febbraio. E’ infatti accusato di diffusione di false informazioni per aver pubblicato un articolo in cui denunciava le mancate garanzie offerte dal regime di Al-Sisi nei confronti della popolazione copta del Paese. Di fatto, la decisione del giudice di queste ore, segna una piccola apertura da parte dell’Egitto nei confronti dell’Italia ed è la prima dall’omicidio di Giulio Regeni. Ora, perché la svolta sia effettiva, serve però l’assoluzione.

“Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi”, ha commentato all’agenzia Ansa il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury poco dopo la scarcerazione dell’attivista, “e quell’abbraccio arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse. Un abbraccio soprattutto ai mezzi di informazione che hanno tenuto alta l’attenzione per questi 22 mesi. Ora che abbiamo visto quell’abbraccio aspettiamo che questa libertà non sia provvisoria ma sia permanente. E con questo auspicio arriveremo al primo febbraio, udienza prossima”. Intanto questa mattina a Roma, nei pressi di Villa Ada e proprio dove c’è la sede dell’ambasciata d’Egitto in Italia, è comparso un murales con Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaki. A firmare l’opera è la street artist Laika: raffigura il ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016 che cinge la vita di Zaki dicendogli: “Ci siamo quasi”. Lo studente risponde: “Stringimi ancora”. A chiudere l’opera la scritta, in arabo, “Innocente”.

Tanti i messaggi arrivati in queste ore dalla politica. “Eccolo Patrick Zaki: appena uscito dal carcere. Il primo abbraccio. L’immagine di un giorno bello, di speranza”, ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, postando una delle prime foto. Poco dopo ha parlato anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio: “Un abbraccio che vale più di tante parole. Bentornato Patrick!”, ha scritto su Facebook. Parole di entusiasmo sono arrivate anche da Bologna, la città adottiva di Patrick Zaki che in questi mesi ha più volte fatto sentire la sua voce per chiedere la liberazione dello studente: “Oggi è una giornata di festa, anche se non bisogna abbassare la guardia fino al completo proscioglimento dalle accuse”, ha dichiarato il rettore dell’università Giovanni Molari. “Speriamo che Patrick possa mettersi alle spalle questi due anni dolorosi e possa tornare presto ai suoi studi qui a Bologna, nella sua università. Il suo posto è qui, nella nostra comunità, assieme ai suoi compagni e ai docenti che non vedono l’ora di riabbracciarlo”. Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha chiesto che si arrivi il prima possibile a “dare la cittadinanza italiana” a Patrick Zaki. “Intanto, vederlo fuori dal carcere credo che sia ciò che la sua famiglia, lui stesso, tutti noi e tutti quelli che gli vogliono bene che sono tantissimi, ci attendevamo”, ha dichiarato. Un pensiero per Zaki è arrivato anche dal Bologna calcio. “Patrick ti aspettiamo presto al Dall’Ara”, ha scritto sui social il Bologna Football club.

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