“Italia e Francia condividono molto più di confini. La nostra storia, la nostra arte, le nostre economie e le nostre società si intrecciano da tempo immemore”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo la firma del Trattato del Quirinale con la Francia, siglato dal premier e da Emmanuel Macron alla presenza di Sergio Mattarella. Draghi nel discorso cita i “padri politici” dei valori di Francia e Italia, e cioè “Jean Monnet e Robert Schuman, Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi”. Ma non solo. Gli esempi riguardano nomi anche più popolari: “Da Stendhal a Umberto Eco, da Mastroianni a Belmondo a Claudia Cardinale, siamo pieni di ricordi e riferimenti comuni”, insiste Draghi. Che conclude: “Ogni giorno questi rapporti si arricchiscono di nuove esperienze di formazione, di lavoro, di vita”.

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