Almeno 30 persone sono morte nel naufragio di un’imbarcazione al largo di Calais, sulla Manica. Lo rende noto il ministero dell’Interno francese. Vittime alcuni migranti diretti dalla Francia verso la Gran Bretagna. Fra loro anche tre bambini e 7 donne, di cui una era incinta. L’imbarcazione sulla quale si trovavano si è capovolta. La polizia riferisce che due trafficanti di essere umani sono stati fermati a nord di Dunkerque, nei pressi della frontiera franco-belga, e posti in stato di fermo dagli agenti francesi.

Il premier Jean Castex ha definito il caso una “tragedia”, mentre il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha denunciato “il carattere criminale dei passeur che organizzano queste traversate”. La prefettura marittima della Manica e del Mare del Nord ha precisato che è ancora in corso un’operazione di soccorso per ritrovare altre persone che potrebbero trovarsi ancora in mare. Impiegati anche due elicotteri, un pattugliatore della Marina nazionale, una vedetta dei guardacoste e gommoni di salvataggio.

La situazione dei migranti sulle coste francesi in attesa di trasferirsi in Gran Bretagna è peggiorata negli ultimi mesi. Giorno dopo giorno sono infatti aumentati sensibilmente i tentativi di attraversare la Manica, spesso disperati. La catena di articoli sportivi, Decathlon, ha vietato la vendita di canoe nella zona dopo che alcuni migranti le hanno usate per tentare di raggiungere le coste britanniche. Nei giorni scorsi 243 migranti che tentavano l’impresa di arrivare in Inghilterra sono stati soccorsi al largo di Calais.

Boris Johnson, premier del Regno Unito, ha commentato con toni critici rivolgendosi alla Francia: “Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare i francesi, a fare tutte le cose che la situazione secondo noi richiede. Capisco le difficoltà che tutti i Paesi affrontano, ma noi vogliamo fare di più insieme (a Parigi, ndr)”, ha aggiunto non senza rinnovare la fiducia alla sua ministra dell’Interno, Priti Patel.

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