Forti cali per il petrolio sia a Londra (dove viene scambiato il Brent estratto nel mare del Nord, riferimento per le quotazioni europee) che New York, con il Wti che cede il 3,5% a 76,2 dollari/barile. Il brent perde il 3,1% a 78,7 dollari. Il greggio si accinge così a registrare la sua peggior performance settimanale dallo scorso agosto. I prezzi scendono da alcuni giorni dopo che sia Stati Uniti sia Cina hanno deciso di attingere alle loro riserve strategiche per calmare i mercati. Nell’ultimo anno le quotazioni del petrolio sono salite dell’80% toccando i valori più alti degli ultimi 7 anni.

La forte flessione odierna si spiega però anche con i timori per l’avanzare della quarta ondata di Covid 19 in Europa con il rischio di nuovi lockdown che ridurrebbero il consumo di carburanti ed energia da parte delle aziende. L’Austria ha imposto un lockdown generalizzato mentre la Germania sta varando misure più restrittive. Scarso viceversa l’impatto sulle borse del Vecchio Continente, deboli ma senza crolli e con flessioni intorno allo 0,5%. La corsa dei prezzi energetici è uno dei fattori che sta esercitando le maggiori pressioni al rialzo sull’inflazione.

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