“La situazione in Germania è drammatica“. La cancelliera Angela Merkel torna a parlare, nel momento in cui la quarta ondata di Covid è sfuggita al controllo del suo Paese: lo raccontano, impietosamente, i numeri comunicati questa mattina dal Robert Koch Institut: oltre 52mila contagi in un giorno, mai così tanti dall’inizio della pandemia. Ma anche altri 294 morti, “un numero spaventoso”, commenta Merkel, sottolineando che il numero dei pazienti nelle terapie intensive sale rapidamente. L’associazione federale tedesca degli anestesisti, la Bda, lancia un ulteriore allarme: “Il sistema sanitario tedesco si sta avviando verso una catastrofe“. È scritto nero su bianco in una lettera aperta ai ministri della Salute dei Länder e al ministro della Salute federale Jens Spahn. L’associazione chiede misure efficaci di contenimento e un’applicazione della regola del 2G (accesso consentito solo a vaccinati e guariti) per tutti gli ambiti della vita pubblica in Germania.

In Sassonia è stato raggiunto il limite massimo di sovraccarico gestibile delle terapie intensive e da venerdì entra in vigore il cosiddetto “freno d’emergenza“, con misure obbligatorie di limitazione dei contatti valide solo per i non vaccinati. D’altronde, di fronte a questa situazione, ormai sempre più Länder hanno deciso di escludere i non vaccinati da ristoranti, bar, locali ed eventi culturali. Il cosiddetto modello 2G (il green pass limitato ai vaccinati ed ai guariti, escludendo i tamponi) si sta estendendo a macchia d’olio. Ma la Germania ha anche bisogno di un governo: l’accordo definitivo tra Spd, Verdi e Liberali è atteso la prossima settimana. Per il virus è “del tutto indifferente” che il Paese abbia un governo reggente o nel pieno delle sue funzioni, ha detto sempre Merkel.

L’indice settimanale dei contagi su 100mila abitanti è di 319,5 casi. L’indice di ospedalizzazione è di 4,86 pazienti ricoverati su 100mila abitanti. La Sassonia ha fatto da battistrada con l’introduzione del 2G e da venerdì ci sarà un ulteriore irrigidimento delle misure. Come livello di emergenza la Sassonia considera il superamento per tre giorni consecutivi di 1300 pazienti in terapia intensiva: mercoledì sono 1520, ieri erano 1524 e lunedì 1391. In tutta la Germania le terapie intensive occupate sono salite a 3376. Il Land ha la più alta incidenza di virus della federazione con un tasso settimanale di 724, 2 su 100mila abitanti.

Oltre a Berlino, che ha introdotto il modello 2G da lunedì, la stretta per i no vax è entrata in vigore anche in Baviera, scatta oggi in Baden-Wuerttemberg, sabato ad Amburgo, ed è stata annunciata anche nel Nordreno-Vestfalia per la settimana prossima. La situazione resta particolarmente grave in Sassonia, in Turingia e Baviera, dove gli amministratori regionali hanno ripetutamente avvertito che il sistema sanitario è quasi al limite. La Sassonia ha deciso per questo di estendere il 2G anche ai negozi al dettaglio, escludendo soltanto supermercati e drogherie.

Intanto continua il dibattito sui vaccini: “Non è affatto troppo tardi per farsi somministrare una prima dose“, ha detto Merkel, rivolgendo l’ennesimo appello ai non vaccinati a rivedere la loro posizione perché il vaccino è la via che conduce fuori dalla pandemia, ha ribadito. Anche per la terza dose la cancelliera ha sollecitato “uno sforzo nazionale”. Attualmente in Germania ha una copertura completa il 67,6% della popolazione, mentre il 70,1% ha avuto la prima dose. Quattro milioni di persone si sono sottoposti al richiamo. Stando a un sondaggio dell’istituto Forsa la maggioranza dei tedeschi sarebbe favorevole a rendere obbligatorio il vaccino anti Covid in modo generalizzato. I socialdemocratici hanno invece segnalato di essere favorevoli all’imposizione per alcune categorie, come nel caso del personale sanitario delle case di cura, e dei dipendenti degli asili infantili.

Il virus sta attualmente smontando tante certezze dei tedeschi e l’accordo per il nuovo governo non può attendere: non meraviglia quindi che Spd, Verdi e Liberali – il cosiddetto ‘semaforo’ – abbiano annunciato che la settimana prossima il contratto di coalizione sarà pronto. Una tabella di marcia, che dovrebbe consentire di centrare l’obiettivo di eleggere Olaf Scholz cancelliere a partire dal 6 dicembre, archiviando l’era Merkel e aprendo il futuro della Germania. Ed è evidente che la gestione del passaggio fra la Grosse Koalition in uscita e il nuovo esecutivo stia rallentando i tempi di reazione in un Paese dove le decisioni sulla pandemia sono già risultate sempre complesse per la struttura federale.

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