BELLUNO – I vescovi di Belluno-Feltre e Vittorio Veneto, assieme a Stefano Cesa sindaco di Borgo Valbelluna e ai sindacati confederali, hanno mobilitato la popolazione di una vasta zona del Bellunese che rischia la desertificazione produttiva. Duemila persone si sono ritrovate in piazza Papa Luciani a Mel per sostenere la causa del produttore compressori Acc-Wanbao e dell’azienda di ceramiche da bagno Ceramica Dolomite (Ideal Standard), che danno lavoro a 800 famiglie. Dovessero chiudere, sarebbe un disastro non solo per l’economia, ma per il tessuto sociale di un lembo di Veneto lungo il corso del Piave.

Il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, ha detto: “Vedendo tanta gente sono convinto che sia una cosa importante e opportuna la nostra presenza. Qui è in gioco il benessere di un’intera vallata. Si tratta di due aziende che non sono in rovina, ma aziende sane, che chiedono scelte coraggiose e al tempo stesso possibili. La nostra presenza è per sostenere chi può fare queste scelte”. Ha espresso “vicinanza a questa terra, non solo per l’emergenza che vive nel presente, ma per il suo futuro. Chiediamo a chi può fare qualcosa, a livello di politica italiana e comunitaria, di farsi carico di questa situazione difficile: in questo senso, la presenza di noi vescovi è un incoraggiamento ad intervenire”. Monsignor Renato Marangoni, vescovo di Feltre-Belluno: “E’ giusto che la Chiesa entri nella vita delle persone e delle famiglie, per essere loro vicini, soprattutto in questo territorio e tra questa gente che sta soffrendo. C’è un lavoro che deve servire per la vita e non per spegnere la storia di un territorio”. Il vescovo ha sottolineato il tema delle difficoltà di chi vive in montagna. “Il nostro territorio ha potenzialità che hanno una storia e qualità, ma non sono aiutate: non c’è un contesto che le aiuti adeguatamente. Siamo qui a esprimere una cittadinanza attiva, per dire che il lavoro è per la vita delle persone…”.

Presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà dei Cinquestelle, che ha invitato il titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti, a verificare entro il 20 novembre la disponibilità di Fincantieri a farsi carico, almeno temporaneamente, di un’azienda strategica come l’Acc-Wanbao, che è in amministrazione straordinaria e per la quale è sfumato il piano per la creazione di un polo italiano dei compressori attraverso la fusione con Embraco. Per quanto riguarda Ideal Standard, il ministro ha invitato il gruppo a dichiarare la sua disponibilità a cedere lo stabilimento ed il marchio Ceramica Dolomite. Infatti, la multinazionale ha dichiarato la propria intenzione di lasciare lo stabilimento di Trichiana, ma la cessione della fabbrica e del marchio potrebbe dare prospettive al mantenimento della produzione in loco.

“Le due aziende oggi a rischio chiusura sono le storiche e gloriose Zanussi Elettromeccanica e Ceramica Dolomite – ha ricordato il sindaco Bona – nate grazie ai fondi stanziati dopo l’immane tragedia del Vajont. Sono un patrimonio comune delle nostre genti, la loro difesa e il loro rilancio sono vitali per il futuro della nostra provincia”. A Mel amano definirsi la “Repubblica operaia” proprio per la concentrazione produttiva. “Chiudere Mel vorrebbe dire chiudere una storia memorabile di riscatto sociale, di intelligenza produttiva, di democrazia industriale – ha detto il sindaco – e nessuno avrà la forza di farlo, perché troverà la sua strada sbarrata dalla resistenza di un territorio intero. Gli operai di Mel non sono la stanca retroguardia del Novecento; sono la vigorosa avanguardia del Secolo Nuovo, del tempo che sarà intitolato all’Europa del lavoro, dell’innovazione, dell’integrazione, della virtù civile”.

Da parte loro i sindacati sono impegnati nel confronto, con la speranza di aprire soluzioni alternative. Acc è uno dei maggiori produttori di compressori per frigoriferi. Costruita dopo il Vajont è passata di mano nel tempo, da Electrolux alla multinazionale cinese Wanbao. Nonostante la crisi continua a produrre, ma è andata deserta un’asta per la sua acquisizione.

Foto: L’Azione di Vittorio Veneto

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