Una stretta sul modello austriaco, con un sistema “a semaforo” che regola le restrizioni in base al numero di posti letto occupati in terapia intensiva: se si arriva al “rosso“, scatta l’obbligo di green pass anche sui luoghi di lavoro. La Germania è stata travolta dalla quarta ondata di Covid: mentre il governo federale manifesta la sua preoccupazione ma ancora latita sulle misure da prendere, la Baviera ha deciso di non attendere oltre. Mercoledì il primo ministro Markus Söder (Csu) ha annunciato che di fronte all’aumento drastico dei contagi serve un inasprimento delle misure. La forza delle restrizioni dipenderà dall’andamento della pandemia: prima torneranno le mascherine Ffp2 e l’obbligo di tamponi molecolari, ma se la situazione peggiora si arriverà anche all’estensione del green pass e all’introduzione della regola 2G (solo vaccinati e guariti).

“È una pandemia di non vaccinati“: Söder ha usato le stesse parole del ministro della Salute, Jens Spahn. In Baviera durante il fine settimana è stato raggiunto il picco dell’incidenza settimanale dall’inizio della pandemia. Ancora oggi (mercoledì) vengono registrati 228,4 casi ogni 100mila abitanti. L’emergenza ospedali riguarda anche il Land più a sud della Germania, dove incomincia a registrarsi una carenza di posti letto in terapia intensiva. Circa il 90% delle persone ricoverate in ospedale per Covid non è vaccinato. La città di Rosenheim e l’intero distretto della Bassa Baviera hanno già introdotto misure restrittive per via della situazione nei reparti di rianimazione.

Ora, ha annunciato Söder, il semaforo ospedaliero diventa la bussola per affrontare la quarta ondata in Baviera. Il semaforo è “giallo” perché in tutto il Land ci sono più di 450 posti letto di terapia intensiva occupati. Scatta quindi l’obbligo di utilizzare le mascherine Ffp2. Non solo, nei luoghi dove in precedenza era obbligatoria la regola delle 3G (il nostro green pass), si passa alla regola 3G plus. Cosa cambia? Per ottenere il certificato verde – se non si è vaccinati o guariti – non basta più il tampone rapido ma serve obbligatoriamente il tampone molecolare. Questo riguarda, ad esempio, gli eventi sportivi o culturali. Nelle discoteche e nei locali notturni, invece, si valuta l’introduzione della regola delle 2G: in pratica, entra solo chi è vaccinato o guarito.

Quando i posti letto occupati in terapia intensiva superano soglia 600, il semaforo diventa “rosso“. E la regola 2G, che prima era una ipotesi ristretta a poche situazioni, viene estesa in modo significativo, ha spiegato Söder. Nella ristorazione scatta la 3G-plus (il green pass ma solo con tampone molecolare). Ma la grande novità riguarda i luoghi di lavoro, dove viene introdotto l’obbligo di mostrare il certificato verde (si valuta di limitarlo ai casi in cui ci siano più di 10 persone in una stanza). Queste regole vengono applicate a livello regionale se il semaforo è “rosso”, ma possono entrare in vigore anche prima se in un distretto l’incidenza settimanale supera i 300 casi settimanali ogni 100mila abitanti e se l’occupazione in terapia intensiva arriva all’80 per cento. Una condizione che riguarda già 27 distretti, ha specificato Söder.

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