“A UnoMattina si parla di un villaggio “che sarebbe il primo a scomparire a causa del cambiamento climatico” perché è sul mare. Ma il mare non è tutto allo stesso livello?“. È la teoria – sbagliata – lanciata con una domanda retorica su Twitter dal senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, per smentire gli effetti che il riscaldamento globale rischia di avere sul villaggio di Fairbourne, in Galles, minacciato appunto dall’innalzamento del livello del mare. Una task force sta monitorando la situazione, dopo i primi segnali di allerta già nel 2013. Diversi report del governo gallese dichiarano che l’innalzamento del mare nella baia di baia di Barmouth potrà essere contrasto al massimo fino al 2045 e si studia un piano per ricollocare gli 850 abitanti di Fairbourne entro il 2055.

Un pub, qualche negozio, circa 450 case in tutto: senza un’inversione di rotta, la comunità gallese rischia di scomparire per sempre. Nei giorni della conferenza sul clima a Glasgow, il programma UnoMattina su RaiUno ha deciso di occuparsi dell’argomento. Il senatore Malan – che in estate ha lasciato Forza Italia per abbracciare il partito di Giorgia Meloni – però è scettico. “Il mare non è tutto allo stesso livello?“, chiede provocatoriamente su Twitter. Un vero e proprio strafalcione. La risposta infatti è negativa: si deve distinguere tra un livello del mare medio globale e un livello del mare locale. Il primo è quello ottenuto tramite una media delle misurazioni effettuate in zone molto estese o addirittura su tutta la superficie oceanica: si misura facendo una media tra i diversi livelli di altezza del mare. Il secondo invece è riferito a una zona specifica, perché appunto il livello del mare può variare da area ad area.

L’impatto dell’innalzamento del livello del mare sulle città costiere dipende inoltre dalla morfologia della costa e da come sono stati costruiti gli insediamenti umani. Il villaggio di Fairbourne, ad esempio, non ha barriere naturali o artificiali che proteggano dall’avanzare delle onde. Su quali siano le principali cause dell’innalzamento, invece, gli scienziati sono concordi: l‘espansione termica degli oceani, la fusione delle calotte glaciali e la variazione di salinità dovuta allo scambio di masse tra oceani e riserve d’acqua dolce. Tutte conseguenze dei cambiamenti climatici in corso.

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