C’è un altra grana in vista per Frontex, l’agenzia dell’Unione europea deputata al controllo delle frontiere. La commissione per il Controllo dei bilanci (Cont) del Parlamento comunitario ha approvato una relazione che blocca una parte del suo budget per il 2022. Se questa misura dovesse essere confermata nella prossima sessione plenaria dell’Eurocamera, a Frontex toccherà dimostrare l’adempimento di determinate raccomandazioni per usufruire di 90 milioni di euro: si tratta di oltre un decimo dei fondi destinati all’agenzia, che l’anno prossimo riceverà più di 757 milioni dall’Ue.

La proposta di congelamento è passata a larga maggioranza: 27 i voti a favore, 2 i contrari e un astenuto. I motivi della decisione sono vari, così come sono diversi gli aspetti problematici nelle attività di Frontex emersi di recente dalle indagini comunitarie. La Corte dei Conti europea ha pubblicato lo scorso giugno una relazione speciale dal titolo eloquente: Il sostegno di Frontex alla gestione delle frontiere esterne non è stato, finora, abbastanza efficace. Dall’analisi risulta che l’agenzia non ha supportato a sufficienza gli Stati dell’Ue negli ambiti del controllo dell’immigrazione irregolare e della lotta alla criminalità transfrontaliera. Alle carenze individuate dalla Corte dei Conti si aggiunge un’indagine tutt’ora in corso dell’Olaf, l’Ufficio europeo anti-frode. Per l’agenzia, le accuse vanno dalla “condotta inappropriata” di alcuni suoi ufficiali coinvolti in casi di molestie nel quartier generale di Varsavia ai presunti respingimenti collettivi di migranti nel Mar Egeo: una pratica denunciata da un’inchiesta giornalistica di vari media europei, ma sempre negata dal direttore di Frontex, Fabrice Leggeri.

“Anche in considerazione di queste criticità, la commissione Cont chiede che una quota del budget per il 2022 sia sottoposta a condizioni rigorose che riguardano soprattutto l’osservanza delle disposizioni sul rispetto dei diritti fondamentali”, spiega a Ilfattoquotidiano.it l’eurodeputata Caterina Chinnici del Partito Democratico, membro di questa commissione e titolare di una relazione sul tema. Non è un caso che fra le condizioni poste per “sbloccare” i fondi ci sia l’assunzione di 20 membri nel Fundamental Rights Officer, il dipartimento di Frontex chiamato a monitorare il rispetto dei diritti umani.

Il discharge approvato di misura
Una votazione distinta ma collegata a quella sul budget 2022 di Frontex ha riguardato il cosiddetto discharge, una sorta di bilancio a consuntivo che le agenzie europee devono presentare per rendicontare le proprie attività. L’esercizio 2019 è stato promosso dalla commissione Cont con 17 membri favorevoli, 11 contrari e un astenuto. Ma come apprende Ilfattoquotidiano.it da una fonte parlamentare, non è scontato che l’emiciclo comunitario ratifichi questa decisione, già di per sé molto controversa. I deputati del gruppo Renew Europe, quello dei liberali a cui appartiene anche Italia Viva, hanno cambiato idea in extremis, visto che in un primo momento sembravano intenzionati a non concedere il discharge. In ogni caso, spiega la fonte, il voto sul bilancio a consuntivo è più che altro un segnale politico nei confronti di un’agenzia, mentre le richieste del Parlamento sul bilancio futuro hanno un impatto reale sulle sue attività.

Di segnali alla Guardia Costiera e di frontiera europea il Parlamento di Strasburgo ne ha mandati diversi negli ultimi tempi. Il più rilevante è stata la creazione di una sottocommissione d’inchiesta, il Frontex Scrutiny Working Group, composta da 12 membri (due per gruppo politico), che per oltre quattro mesi ha scrupolosamente analizzato le attività dell’agenzia. Dal rapporto finale, pubblicato a luglio 2021, emerge un quadro contrastante. Non risultano prove evidenti di respingimenti collettivi di migranti tra Grecia e Turchia, l’accusa più pesante mossa al direttore Leggeri. Al tempo stesso, però, si sottolinea come l’agenzia fosse a conoscenza di violazioni dei diritti fondamentali negli Stati membri con cui svolgeva operazioni congiunte e che non ha assunto alcuna iniziativa al riguardo. In sostanza, gli agenti di Frontex non hanno direttamente respinto i migranti alle frontiere europee, ma si sono voltati dall’altra parte quando lo facevano i colleghi delle polizie nazionali, omettendo segnalazioni e accertamenti che invece erano tenuti a compiere.

I gruppi di sinistra dell’Eurocamera, Socialisti & Democratici, Verdi/Alleanza libera per l’Europa e Sinistra europea, hanno chiesto a più riprese le dimissioni del direttore di Frontex. Nonostante le dimostrazioni di sfiducia parlamentari, la posizione di Fabrice Leggeri dipende soltanto dalla Commissione europea che può sfiduciarlo se non è soddisfatta del suo operato. Ma un cambio alla guida dell’agenzia più contestata dell’Ue non sembra all’ordine del giorno.

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