“C’è grande soddisfazione per l’accordo firmato, Amazon si impegna a costruire un metodo di confronto con il sindacato. Una scelta importante per il settore della logistica e per Amazon Italia stessa, specialmente dopo la pandemia che credo possa contribuire a chiarire il quadro del settore della logistica, segnato dalla conflittualità e da episodi gravi”. A rivendicarlo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al termine del vertice per la firma di un protocollo d’intesa tra la stessa Amazon e i sindacati. Un risultato considerato importante dalle varie sigle sindacali, seppur ancora un “primo passo”. Di certo, per “la prima volta Amazon accetta il confronto secondo le discipline contrattuali in vigore, riconosce la rappresentanza collettiva e il ruolo del sindacato”, spiegano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, in merito all’intesa sottoscritta al ministero del Lavoro. “Si tratta di un accordo unico a livello europeo, sul sistema delle relazioni industriali col colosso dell’e-commerce, frutto di un percorso di trattativa lungo e difficile che ha raggiunto il culmine della protesta nel marzo scorso” e che ora prevede, spiegano, “il riconoscimento reciproco delle parti e del contratto nazionale logistica, trasporto merci e spedizione come strumento regolatore del rapporto di lavoro e delle relazioni sindacali”, ma anche il riconoscimento del ruolo del sindacato a livello nazionale, territoriale e delle rappresentanze sindacali aziendali.

“L’intesa consente di avviare trattative su orari, turni, carichi di lavoro, sulle materie di salute, sicurezza e prevenzione sul lavoro, sulla formazione e sui temi economici come il premio di risultato, incentivi e particolari maggiorazioni”, hanno aggiunto i sindacati. Tradotto, spiega Stefano Malorgio (segretario generale Filt Cgil), “C’è una strada per i lavoratori per costruire le loro rivendicazioni”. E ancora: “Con l’azienda i rapporti potranno essere positivi o anche conflittuali, ma si resterà dentro la cornice della tradizione sindacale dei rapporti industriali italiani. Ora si passi ai fatti, il primo passo credo debba essere quello sui carichi di lavoro”.

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