Seconda puntata dell’inchiesta del Wall Street Journal che ha avuto accesso ad una serie di documenti interni del gruppo Facebook. Carte che mettono in luce una profonda discrepanza tra quanto affermato pubblicamente dalla società di Mark Zuckerberg e quello che invece condiviso internamente. Martedì il quotidiano newyorkese aveva dato conto di una lista di utenti vip a cui è stato premesso di pubblicare qualsiasi tipo di contenuto. Il nuovo approfondimento si concentra sui danni prodotti tra gli adolescenti dall’utilizzo della piattaforma Instagram. Danni che Facebook ha sempre minimizzato ma di cui in realtà era ed è pienamente consapevole.

Instagram è un social che si connota per il ruolo centrale attribuito alla pubblicazione di foto che vengono poi commentate dagli utenti a cui è stata concessa l'”amicizia”. Particolarmente diffuso tra i giovani, Facebook lo ha acquistato nel 2012 per un miliardo di dollari. Oggi conta oltre un miliardo di iscritti, in buona misura adolescenti, il 40% degli utenti ha meno di 22 anni. Una fascia in cui Facebook ha un appeal limitato. Negli ultimi tre anni, scrive il Wall Street Journal, la società ha condotto studi sul mondo in cui Instagram influenzi gli utenti più giovani.

I ricercatori dell’azienda hanno scoperto che il social è dannoso per una quota significativa dei suoi utilizzatori e, in particolare, per le ragazze adolescenti che vivono con maggior disagio il confronto della loro immagine e la foto delle coetanee. “Il 32% delle ragazze adolescenti ha affermato che quando si sentivano male per il proprio corpo, usare Instagram le faceva sentire peggio”, hanno scritto i responsabili della ricerca condotta da di Facebook, aggiungendo che “I confronti su Instagram possono cambiare il modo in cui le giovani donne si vedono e si descrivono”. In alcune delle slide che riassumono i contenuti salienti della ricerca si legge: “Noi peggioriamo i problemi di immagine corporea per una ragazza adolescente su tre. Gli adolescenti incolpano Instagram anche per l’aumento di ansia e depressione“. E ancora: “Il 13% degli utenti britannici e il 6% di quelli americani hanno manifestato pensieri suicidi”

In pubblico Facebook ha però sempre minimizzato gli effetti negativi dell’app, non ha permesso a studiosi esterni di visionare le sue ricerche e ha rifiutato di mostrarle ai regolatori che ne avevano fatto richiesta. “Quello che emerge dai nostri studi è che l’utilizzo di applicazioni social che consentono di connettersi con altre persone può avere benefici per la salute mentale”, ha affermato Mark Zuckerberg in un’audizione al Congresso dello scorso marzo. Zuckerberg ha quindi difeso l’azienda dalle critiche riguardanti i piani per creare un nuovo prodotto Instagram per i bambini sotto i 13 anni. Piani ad oggi confermati. Quando è stato chiesto se l’azienda avesse studiato i possibili effetti dell’app sui bambini, Zuckerberg ha laconicamente risposto: “Credo di sì”. A maggio il responsabile di Instagram Adam Mosseri ha detto ai giornalisti che in base ai dati delle ricerche, gli effetti sul benessere degli adolescenti sono “piuttosto modesti”. Alcuni membri del Congresso Usa hanno paragonato il comportamento di Facebook a quello tenuto dalle industrie del tabacco che anni fa negavano i danni del fumo pur essendone ben consapevoli. Del resto Instagram è una miniera d’oro e contribuisce a generare una fetta consistente dei 100 miliardi di dollari che ogni anno incassa il gruppo. Ha utenti più giovani, più fedeli e più assidui di Facebook che passano sulla piattaforma una quantità di tempo maggiore.

I documenti, scrive il Wall Sreet Journal, spiegano come su Instagram il confronto tra utenti risulti esasperato rispetto ad altre piattaforme. La concorrente TikTok, un’applicazione di brevi video, è incentrata sulle prestazioni, mentre gli utenti di Snapchat quando pubblicano video e/o foto sono parzialmente protetti da filtri che “mantengono l’attenzione sul viso”. Viceversa Instagram si concentra molto sul corpo e sullo stile di vita. Le funzionalità che Instagram identifica come le più dannose per gli adolescenti sembrano essere, in realtà, proprio quelle su cui è costruito il social. “La tendenza a condividere solo i momenti migliori, la pressione per apparire perfetti e un prodotto che crea dipendenza possono far precipitare gli adolescenti verso i disturbi alimentari, un senso malsano del proprio corpo e la depressione”, affermano i documenti di Facebook che concludono “gli aspetti di Instagram si amplificano a vicenda per creare una tempesta perfetta

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