Sono più di 900mila le persone che hanno firmato per il referendum sull’eutanasia legale. Alle 600mila cartacee – raccolte sui banchetti di tutta Italia – si sono aggiunte oltre 300mila firme online. La maggior parte sono di giovani, in particolare di donne tra 18 e i 35 anni. L’eliminazione delle barriere fisiche e degli ostacoli burocratici che gravano sulle firme cartacee ha fatto venire alla luce – con la sottoscrizione online – una realtà sociale finora sconosciuta” ha commentato orgoglioso Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. La mobilitazione e la voglia di partecipazione democratica, che hanno alimentato il referendum nell’ultimo periodo, sono state per Cappato soprattutto merito delle donne. Infatti, dei primi 318.500 firmatari online il 41% è di sesso maschile (132 mila), mentre il restante 59% (circa 186 mila) è tutto femminile. Il 65% di queste ha poi tra i 18 e i 35 anni. Il 15% ha tra i 36 e i 45 anni, il 10% da 46 a 55 anni, l’8% da 56 a 65 anni e solo il 3% ha più di 65 anni. “Questo smentirebbe – dice cappato – il cliché dei giovani disinteressati alla politica”, che riguarda semmai i vecchi partiti, nessuno dei quali, “ha preso posizione sui referendum, ma non “la politica che cerca di dare risposte concrete ai problemi”.

Per quanto riguarda la provenienza geografica, le firme vengono dal 92% dei comuni italiani, in tutto si tratta di circa 7mila paesi diversi. Nello specifico, il 56% dal Nord – con un 33% da Nord Ovest e un 23% da Nord Est -, il 28% dal Centro e il 16% dal Sud. Le regioni più impegnate sul fronte eutanasia legale, rispetto agli abitanti sono Emilia Romagna (83 firme ogni 10mila abitanti), Sardegna (72) e Lombardia (70). Seguono poi Toscana (67), Lazio (63), Piemonte (62), Valle d’Aosta (62), Liguria (56), Friuli-Venezia Giulia (54) e Veneto (52). Mentre tra le città – che abbiano almeno 250mila abitanti – il record è di Bologna (con 16 firme ogni 1.000 abitanti), Milano (13), Firenze (11), Torino (9), Verona (8), Roma (8), Genova (7), Venezia (7), Bari (5), Palermo (4).

“Come Associazione Luca Coscioni siamo fieri di aver innescato questa lenta e pacifica rivoluzione democratica con i referendum Eutanasia legale e Cannabis legale – prosegue Cappato – siamo grati a Mario Staderini per aver avviato all’ONU la denuncia dell’Italia per l’inaccessibilità dei referendum e lanciato la soluzione della firma digitale, a Marco Gentili per averla portata sul tavolo del Ministro Colao e del Parlamento e a Riccardo Magi per l’emendamento approvato”. Conclude poi: “È stato un lavoro di squadra che ha realizzato un riforma strutturale per la democrazia italiana, che sarà a questo punto a disposizione di qualsiasi altra iniziativa di partecipazione popolare

Per informazioni e per firmare: www.eutanasialegale.it

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