Una scuola con spazi più vivibili, con un erogatore dell’acqua per utilizzare meno plastica e più raccoglitori per la differenziata, pannelli fotovoltaici ed impianti per il riscaldamento perfettamente funzionanti, ma anche con spazi aperti rigenerati e maggiori attività dedicate allo sport, alla cultura, alla socialità di cui ora più che mai c’è tanto bisogno. Senza dimenticare un’attenzione per la mobilità autonoma e sostenibile e per quella casa-scuola a partire da un miglioramento del trasporto pubblico, della sicurezza nell’accesso a scuola e più piste ciclabili. È questa la road map della scuola della transizione ecologica tracciata da oltre duemila studenti, tra gli 11 e i 19 anni, che hanno risposto al questionario “La scuola del futuro” di Legambiente. I risultati del sondaggi, pubblicati a pochi giorni dal primo suono della campanella, dimostrano come questa generazione sia sempre di più in prima linea per l’ambiente, “consapevole – scrive l’associazione – anche dell’importanza che gli spazi scolastici rivestono in termini di relazioni e socializzazioni anche alla luce dei lockdown e dei lunghi periodi di Dad dovuti alla crisi pandemica”. Ma le richieste dei ragazzi si scontrano con la realtà scattata ogni anno da report Ecosistema Scuola.

Cosa vogliono i ragazzi
Basti pensare che, mentre uno studente su due pone il problema del comfort climatico, ancora oggi il 72,2% degli edifici scolastici è nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G) e che solo il 7,5% è nelle prime due classi energetiche. Ma anche i livelli di accesso alla tecnologia, messi sempre al centro di un “nuovo” modello di scuola, non sono ritenuti adeguati. Lo dichiara più del 40% dei ragazzi, così come quasi il 39% denuncia arredi vetusti e poco funzionali che andrebbero cambiati. E se una percentuale sotto al 20% chiede aule più colorate, spaziose, arieggiate e luminose, Legambiente sottolinea come più del 10% di studenti chieda aule meno rumorose: un parametro quello dell’inquinamento acustico spesso del tutto sottovalutato. Dagli studenti emerge una forte richiesta “di migliorare le relazioni interpersonali e in genere il clima relazionale e la capacità di inclusione della classe”, ma anche “di altri spazi per socializzare, usufruire della cultura e stare all’aria aperta”. Spazi che in questi mesi di pandemia sono stati al centro della riorganizzazione scolastica, ma che non sono presenti in egual modo nelle scuole delle diverse aree del nostro Paese. Al Nord e al Centro le scuole con giardini o aree verdi fruibili sono oltre l’80%, al Sud sono il 36,2% e nelle isole solo il 17,7%.

Spazi per socializzare e mobilità
Non stupisce, quindi, che un ragazzo su due chieda spazi verdi esterni alla scuola per socializzare, fare attività sportiva all’aperto (c’è chi chiede anche la presenza di una piscina e di uno spazio per accudire gli animali) e per svolgere le attività educative, ma anche, seppure in una percentuale minore, spazi per fruire e fare cultura (24,8% una biblioteca e 18,7% un auditorium). Il 46,5% degli studenti chiede, poi, laboratori artistici, il 40,3% laboratori tecnici, il 37,5% scientifici, il 35,7% linguistici e il 34,9% informatici. “Oggi rilanciamo anche alcune richieste – commenta Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente – in primis quelle a partire dall’efficientamento degli istituti scolastici, su cui orientare gli ingenti investimenti europei dei prossimi anni”.

Orti e piste ciclabili, ma anche più servizi
Nelle risposte aperte gli studenti restituiscono la loro idea di rigenerazione degli spazi esterni alla scuola: panchine, orti, piste ciclabili, fontane, marciapiedi, aree parcheggio. I ragazzi vogliono una mobilità autonoma a partire dall’infrastrutturazione di spazi esterni con rastrelliere per le biciclette, chieste da quasi il 50% e parcheggi per motorini (44,8%). La sostenibilità della mobilità casa-scuola, ancora oggi al centro del dibattito politico per il ritorno a scuola in sicurezza, è definita dagli studenti in una sorta di graduatoria delle priorità: miglioramento del trasporto pubblico per il 53,8%, sicurezza nell’accesso a scuola per il 45,7%, più piste ciclabili per il 21,8%. Su questo tema Legambiente ricorda che secondo i dati di Ecosistema Scuola il servizio di scuolabus dal 2010 al 2018 è passato dall’essere presente in quasi il 33% degli edifici ad uno scarso 23%, mentre le piste ciclabili interessano solo il 16,7% delle scuole.

Sostenibilità e attività extrascolastiche
I ragazzi chiedono anche più sostenibilità, cambiamenti degli stili di vita e più attività extra scolastiche. Più del 45% chiede l’erogatore di acqua per abbattere l’uso della plastica e più del 29% i raccoglitori per la differenziata. Sono richiesti, però anche maggiori servizi collettivi come distributore di cibi e bevande (44,2%), bar interno (41,7%), mensa (23,4%). Metà degli studenti che hanno risposto al questionario chiedono che la scuola sia aperta di pomeriggio per attività sportive (tra le scuole con impianti una su due oggi risulta aperta in orario extrascolastico) e autogestione degli spazi per attività di studio, circa il 36%, chiede attività di recupero degli apprendimenti con il supporto dei docenti, ma anche iniziative di volontariato (34,9%) e attività musicali (23,9%).

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