Centinaia di carcasse di pesci morti ritrovati spiaggiati sulla costa di Focene, sul litorale di Fiumicino o lungo la darsena portuale o nel canale di Fiumicino. È il fenomeno che si è verificato questa mattina dopo che ieri una moria di pesci era stata segnalata a circa due miglia dalla costa, sia a nord che a ridosso delle piattaforme petrolifere. Il mare mosso della notte ha portato le carcasse direttamente sulla costa. Il fenomeno, come è avvenuto in passato, è legato verosimilmente ai forti temporali avvenuti nei giorni scorsi nell’area romana che hanno “lavato” l’asta del Tevere o dei canali, favorendo l’immissione nel fiume, è una delle ipotesi, di prodotti nocivi da terreni agricoli che possono avere messo in difficoltà pesci d’acqua dolce, anche di grosse dimensioni. Tanti pesci siluro e carpe già giovedì avevano “riparato” nella darsena o sono risaliti, per istinto di sopravvivenza, nel canale di bonifica del parco di Villa Guglielmi a Fiumicino.

Il fenomeno è stato attenzionato anche dal Wwf di Roma e Area Metropolitana, anche con il proprio Nucleo di Guardie Giurate, dopo che alcuni pesci morti erano stati avvistati da alcuni cittadini sulle banchine del Tevere nel centro della Città. “Ci risiamo – ha dichiarato Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana – non è infrequente infatti che con le piogge di fine estate si registri la moria di pesci lungo il Tevere, certamente favorita dalle tante sostanze chimiche utilizzate nelle nostre campagne e che con i temporali vengono portate a valle concentrandosi nei nostri fiumi. Stiamo avvelenando il nostro territorio, il cibo che portiamo sulle nostre tavole ed avveleniamo i nostri fiumi, come dimostrano le evidenze delle ultime ore”.

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