Il dibattito sul green pass per le mense “crea confusione”, porta fuori strada. Lo afferma il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, secondo cui la soluzione “è in tre punti: obbligo di green pass in tutti gli ambienti di lavoro. Nessun obbligo di vaccino ma costi dei tamponi a carico dei lavoratori. E chi non accetta resta a casa senza stipendio”. La strada può essere quella di un aggiornamento del protocollo sulla sicurezza ma “non possiamo permetterci di perdere tempo. Se c’è la volontà va fatto subito”; o serve una posizione del Governo che “non lasci dubbi. Posizioni deboli fanno male”. Federmeccanica che la divisione di Confindustria che riunisce le imprese metalmeccaniche, conta 16mila aziende associate in cui lavorano 800mila persone.

“Dire che le aziende non sono stati focolai di Covid è la verità, abbiamo lavorato tutti insieme, sindacati ed aziende, per creare ambienti di lavoro sicuri”, sottolinea inoltre il presidente di Federmeccanica che aggiunge: “quando abbiamo fatto i nostri protocolli non c’era il vaccino. Adesso il vaccino è arrivato, gli scienziati ci stanno dicendo che funziona. E se la scienza oggi ci mette a disposizione un nuovo strumento contro la pandemia noi dobbiamo avere l’obbligo di adottarlo”. Visentin precisa però che Federmeccanica “non chiede l’obbligo al vaccino ma chiede l’obbligo di green pass, che poi è la linea che ha scelto il governo, come per la scuola”.

Su una ridefinizione dei protocolli di sicurezza si registra l’apertura dei sindacati. “C’è disponibilità a tornare al tavolo per rafforzare il Protocollo sulla sicurezza e anche a discutere di Green Pass per accedere a mense e spazi comuni” ma “diciamo no a fughe in avanti senza confronto, ad azioni unilaterali calate dall’alto tramite Faq che dividono i lavoratori e creano solo caos” ha affermato oggi Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, intervistato da Repubblica. Ieri la segreteria della Uilm di Trieste e Gorizia aveva inviato una nota per chiedere al governo “di assumersi la responsabilità nel legiferare in maniera chiara e risolutiva” in merito a Green pass e accesso alle mense aziendali, “senza circolari interpretative che rischiano unicamente di generare il caos tra i lavoratori e di scatenare la guerra tra poveri”. Il sindacato aveva poi riferito di “tanti lavoratori che stati costretti a consumare il pasto sui marciapiedi, sotto al sole. Scene che non vorremmo mai vedere”.

“Sono contrario all’obbligo del green pass. Vedere dei poliziotti che rischiano la vita per 1.200 euro mangiare fuori dalla mensa è frustrante, ingiusto e immorale anche perché poi salgono in macchina con i colleghi. Discriminare poliziotti, insegnanti, artisti e lavoratori in base ad un pass è ingiusto. Da ministro dell’Interno io non lo avrei tollerato”, ha detto oggi il leader della Lega Matteo Salvini ha ricordato la vicenda degli agenti fuori mensa.

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