FIRMA ONLINE PER IL REFERENDUM EUTANASIA LEGALE

Raggiunte le 500mila sottoscrizioni per il referendum sull’eutanasia legale. Obiettivo raggiunto per una campagna che è partita fortissimo già nel primo mese di banchetti: Secondo le cifre comunicate al Comitato promotore da parte dei gruppi di raccolta firme ai tavoli sono già 430mila le sottoscrizioni raccolte nelle piazze delle città, alle quali si aggiungono oltre 70.000 firme raccolte online negli ultimi giorni e un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni. Lo affermano in una nota i promotori del referendum. Una battaglia, quella per avere un referendum e decidere finalmente sul fine vita, che ilfattoquotidiano.it ha deciso di sostenere fin dall’inizio, con inchieste mirate, storie e una sezione dedicata.

A 37 anni dal deposito della prima proposta di legge sull’eutanasia, a prima firma Loris Fortuna, il referendum è lo strumento per abrogare la criminalizzazione del cosiddetto “omicidio del consenziente” (articolo 579 del codice penale) e rimuovere così gli ostacoli alla legalizzazione dell’eutanasia anche con intervento attivo da parte del medico su richiesta del paziente, sul modello di Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna, seguendo i principi già stabiliti anche dalla Corte costituzionale tedesca.

Le 500mila sottoscrizioni sono state raggiunte con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla scadenza prefissata. Sintomo di quanto sia sentita la tematica del fine vita. Ma non finisce qui, il prossimo step – come annunciato anche da Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni – è il raggiungimento delle 750mila firme entro il 30 settembre.

Il comitato promotore, dunque, sottolinea che la raccolta firme continua per mettere in sicurezza l’obiettivo raggiunto da ogni possibile errore nella raccolta, ritardo della pubblica amministrazione o difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli. Al momento le firme fisicamente già rientrate al Comitato sono 99.000 delle quali 48.000 già certificate e pronte per la consegna. “Di fronte agli annunci di iniziative parlamentari e al proseguirsi della violazione dei diritti dei malati, già sanciti dalla sentenza della Consulta sul caso Cappato-Antoniani – si legge nella nota dei promotori – vogliamo precisare che il referendum è uno strumento legislativo per realizzare riforme con effetto vincolante, non è – né dal punto di vista legale né da quello politico – uno “stimolo” al Parlamento affinché legiferi, né tantomeno un alibi per il Governo e le Regioni per continuare a violare impunemente la legge”.

“Se nel frattempo il Parlamento avrà la forza di approvare una legge, come quella ora ferma in Commissione alla Camera, che depenalizzi il cosiddetto aiuto al suicidio (articolo 580 del codice penale), – si legge nella nota – ricalcando la sentenza della Consulta, certamente si tratterà di un passo avanti positivo per impedire ostruzionismi”.

Parallelamente alla strada referendaria, che continua con la raccolta delle prossime centinaia di migliaia di firme, l’Associazione Luca Coscioni intende proseguire con l’aiuto diretto alle persone che si rivolgono a noi attraverso il numero bianco sul fine vita (06 9931 3409, numero gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17). “Nei casi in cui sarà necessario – sottolinea l’Associazione – con Mina Welby e Gustavo Fraticelli siamo pronti a ricorrere alla disobbedienza civile per affermare il diritto fondamentale all’autodeterminazione dei malati in condizione di sofferenza”.

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