Scatta da oggi, venerdì 6 agosto, la giornata chiave con le nuove regole anti-contagio. In tutti i luoghi al chiuso e in quelli in cui c’è il rischio di assembramento è necessario esibire il green pass, il documento che attesta l’avvenuta vaccinazione (ciclo completo o una dose, guarigione dal Covid, tampone antigenico o molecolare con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti).

LE REAZIONI DELLA POLITICA – All’interno della maggioranza di governo, tuttavia, c’è chi già chiede una prima verifica della norma tra tre settimane. Dalle pagine del Corriere della Sera, Matteo Salvini sostiene che “alla fine di agosto guarderemo i dati. Se saranno positivi, con ricoveri e terapie intensive sotto controllo, il decreto in settembre potrà essere modificato e potremo togliere delle restrizioni“.

I luoghi in cui verrà richiesto il certificato verde sono bar, ristoranti, cinema, teatro, palestre, piscine, centri termali, impianti sportivi, fiere, convegni, congressi, spettacoli all’aperto e grandi eventi sportivi. Il possesso del pass permetterà l’accesso anche ai concorsi pubblici. Su questo punto, il leader della Lega considera una propria vittoria il fatto che “si potrà soggiornare negli alberghi senza certificazione e senza tamponi per gli ospiti. Abbiamo salvato le ferie agli italiani“. Salvini incassa la linea dura di Mario Draghi sugli insegnanti, che saranno obbligati a esibire il green pass, pena la sospensione del compenso dopo il quinto giorno di assenza dal lavoro: “Ma all’inizio si parlava di obbligo vaccinale, ora basta il tampone”, si difende. Perplessità anche sui controllori: “Non possiamo trasformare baristi e ristoratori in carabinieri. La soluzione? L’autocertificazione”. E questa mattina, ospite di Radio Anch’io su Rai Radio 1, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, arriva a criticare l’uso del certificato verde: “Lo avrei introdotto anche per discoteche e locali da ballo, perché stanno proliferando feste private nelle quali nessuno controlla nessuno”. In più, anche sugli impianti sportivi al chiuso riempiendo “posti a scacchiera sarei arrivato” a una capienza “del 50% e non al 35%”.

DOVE È NECESSARIO – Come anticipato, il pass vaccinale sarà necessario in molti luoghi al chiuso, ma non solo. Innanzitutto, riguarderà ristoranti, bar, pub e altri locali al chiuso. Chi non è in possesso del documento potrà accedere in questi locali soltanto con l’opzione dei posti a sedere all’aperto. Una restrizione che riguarda, però, solo il consumo al tavolo, mentre per quello al bancone non sono previste restrizioni. Divieto di accesso senza certificazione verde anche nei luoghi di spettacolo e della cultura, come cinema e teatri, ma anche mostre e musei. L’accesso senza green pass sarà vietato anche per spettacoli all’aperto e grandi eventi sportivi che, anche se non al chiuso, rappresentano un rischio per l’alto numero di partecipanti, nonostante sia prevista una capienza ridotta. Sempre seguendo lo stesso principio, sarà impedito l’accesso anche a sagre, fiere, congressi, parchi divertimento, centri sociali, culturali e ricreativi. E pure a sale bingo, sale scommesse, sale gioco e casinò, anche se solo al chiuso. Limiti anche allo sport. Se sarà possibile praticare attività sportiva all’aperto di qualsiasi tipo, sia individuale che di squadra, oltre che di contatto, la stessa cosa non vale per gli sport al chiuso. Nessun ingresso senza green pass, quindi, in palestre e piscine al chiuso, ma anche nei centri benessere.

COME SCARICARLO – A controllare la validità del documento saranno pubblici ufficiali e forze dell’ordine, ma anche i gestori dei locali e gli organizzatori degli eventi per i quali è necessario esibirlo. Per averlo ci si può collegare al sito del governo, www.dgc.gov.it, inserendo il proprio Spid, oppure la tessera sanitario e l’authcode, il codice inviato dal ministero della Salute dopo la vaccinazione o la comprovata guarigione dalla malattia. Lo si può ottenere anche attraverso l’app Immuni e l’app Io e, infine, accedendo al proprio fascicolo sanitario elettronico.

GREEN PASS E LAVORO – Aumentano le aziende che chiedono ai propri dipendenti il documento per tronare al lavoro. Ma in questo ambito regole precise ancora non ci sono, bisognerà aspettare le prossime settimane. Oggi il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il ministro della Salute Roberto Speranza, ha avuto un incontro in video collegamento con sindacati e imprese per discutere del tema, qualcosa di più concreto si capirà nelle prossime settimane. “Il confronto in questi mesi ha funzionato per garantire sicurezza sui luoghi di lavoro. Bisogna continuare così. Bisogna spingere le vaccinazioni e coniugare il diritto alla salute con la garanzia che non ci siano ulteriori danni all’economia e non si debba tornare a nuove chiusure”, ha poi affermato Orlando al Tg3. “Vedremo quali possono essere gli strumenti: quello che è certo è che qualsiasi decisione sarà frutto del dialogo sociale“, ha detto il ministro. Confindustria, secondo quanto viene riferito, avrebbe ribadito l’imperativo di tutelare la salute pubblica e garantire la continuità produttiva, introducendo con un intervento normativo l’obbligo sul green pass in azienda.

OBBLIGO IN MENSA – “Abbiamo ribadito che rendere obbligatorio il vaccino o rendere obbligatorio il green pass deve essere un atto legislativo e non un accordo tra le parti. E ribadito che questi provvedimenti non possono ricadere su condizioni dei lavoratori”. Così il leader Cgil Maurizio Landini dopo l’incontro in videoconferenza. “Se diventa obbligatorio il green pass fare il tampone non può essere un costo a carico dei lavoratori. Il Green pass non può assolutamente servire né per licenziare, né per demansionare, né per ridurre stipendio”, ha continuato il leader della Cgil. “Per voce istituzionale è stato precisato che il green pass sarà da oggi obbligatorio anche per accedere nelle mense aziendali ma non da estendere per quanto riguarda l’accesso ai contesti lavorativi, nei riguardi dei quali, anche in questo caso in modo unanime, trovando la Cisl in piena sintonia, dovrà essere il Governo ad introdurre, quando e se lo riterrà necessario, l’obbligo del vaccino”, ha detto il segretario confederale della Cisl Angelo Colombini.

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