Tripudio e sconforto. Mattinata di emozioni forti per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Straordinario il quartetto maschile di inseguimento a squadre su pista, con lo show assoluto di Filippo Ganna, che ha trascinato i suoi compagni all’oro impreziosito dal nuovo record del mondo della specialità ciclistica. Prestazione sontuosa dei quattro atleti azzurri, ben diversa da quella delle ragazze del volley. Egonu e compagne sono state letteralmente travolte dalla Serbia nei quarti di finale: addio speranze di medaglia, per un’eliminazione che lascia l’amaro in bocca. Un’altra Serbia, quella della pallanuoto maschile, ha sconfitto in modo altrettanto cocente il Settebello maschile, che manca l’accesso alla semifinale olimpica, mentre l’ultima delusione per la delegazione italiana arriva nel pomeriggio con il doppio maschile di beach volley, che ha visto la coppia formata da Daniele Lupo e Paolo Nicolai perdere contro i qatarioti primi al mondo Younousse Cherif e Tijan Ahmed.

Ciclismo: lo show di Filippo Ganna vale oro e record – Straordinario. L’aggettivo non è eccessivo per descrivere la prestazione di Filippo Ganna, che ha trascinato il quartetto italiano nella finale contro la Danimarca. Il risultato è tutto nel dato di cronaca: oro e nuovo record del mondo per la squadra del ciclismo su pista. Un capolavoro senza precedenti per il quartetto dell’inseguimento formato da Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan. Gli azzurri si sono resi protagonisti di una sontuosa gara contro la Danimarca, battendo gli avversari in 3’42”032 e diventando gli inseguitori più veloci di sempre. Serviva l’impresa, ed è arrivata. Dopo una prima metà di gara equilibrata, la Danimarca aveva preso il largo intorno al terzo chilometro, e sembrava in dirittura del primo posto. Ma gli azzurri, trascinati da Ganna, hanno rimontato e chiuso migliorando il tempo già da record mondiale della semifinale contro la Nuova Zelanda. Si tratta del sesto oro per la spedizione azzurra ai Giochi di Tokyo. L’ultima medaglia olimpica, nella specialità, era arrivata a Messico ’68, grazie al bronzo conquistato da Luigi Roncaglia, Lorenzo Bosisio, Cipriano Chemello e Giorgio Morbiato, mentre l’ultimo oro era datato Roma ’60 e portava la firma di Luigi Arienti, Franco Testa, Mario Vallotto e Marino Vigna. “Sono stati fantastici, tutti: perché è vero che è stato Ganna a tirare e recuperare il ritardo negli ultimi due giri, ma tenere la ruota di uno come lui ce ne vuole: basta perderla e sei finito. Una squadra fantastica, di cui ci ricorderemo per un bel pezzo”. Emblematico il commento di Francesco Moser, che ora aspetta la prestazione di Elia Viviani.

Pallavolo femminile: delusione Italia, fuori ai quarti – Diametralmente opposta la prestazione delle ragazze del volley femminile. L’avventura di Paola Egonu e compagne finisce ai quarti di finale, dove le azzurre sono state letteralmente travolte dalla Serbia. Tre set a zero il risultato finale, dopo un primo e terzo parziale chiuso 25-21 e un disastroso secondo set perso per 25-14. In semifinale la Serbia affronterà gli Stati Uniti. “Ho poco da dire. Il risultato parla da solo. Siamo scese in campo convinte che fosse la volta buona ma non ha funzionato niente. Ho il cuore spezzato come tutte le mie compagne” ha detto Miriam Sylla dopo il ko. Sulla stessa linea d’onda Anna Danesi: “Mi sono già chiesta perché non siamo riusciti a fare ciò che ci aspettavamo. Ci è mancata cattiveria. Forse staccando il pass per i quarti alla terza partita abbiamo un po’ staccato la testa. Impareremo dai nostri errori” ha detto, sottolineando che “si può perdere, ma perdere un set a 14 non è una bella cosa”.

Pallanuoto maschile: Settebello neutralizzato dalla Serbia di Mitrovic – Cocente la sconfitta rimediata anche dal Settebello della pallanuoto maschile durante i quarti di finale. Nonostante si fossero presentati a Tokyo come campioni mondiali in carica, i ragazzi allenati da Sandro Castagne hanno perso per 6-10 contro una Serbia travolgente. Praticamente invincibile il portiere serbo Mitrovic, che durante tutta la partita si è presentato come un muro nella porta avversaria. Il match, partito in salita per gli Azzurri costretti a inseguire fin dal primo quarto, ha visto gli avversari in continuo controllo del match. Gli italiani, invece, si sono ritrovati in perenne affanno, in balia di un attacco serbo che sembrava bucare la difesa azzurra con eccessiva facilità. Il doppio palo colpito da Echenique nel terzo set sembra essere profetico: per il Settebello non è giornata. Risulta vana la reazione di orgoglio, che porta ad accorciare le distanze nell’ultimo quarto ma non cambia le sorti dell’incontro.

Beach volley maschile: Lupo-Nicolai si fermano ai quartiInfine, il pomeriggio olimpico si chiude nel solco della delusione per la delegazione italiana, con gli Azzurri della beach volley Lupo-Nicolai che non hanno retto lo strapotere dei numeri uno del ranking mondiale, Cherif-Ahmed dal Quatar. La coppia azzurra è stata battuta in due set (21-17, 23-21) nel match valido per la semifinale: dopo un ottimo inizio, la partita ha visto i due Azzurri perdere gradualmente il pallino del gioco, complici anche qualche errore di troppo soprattutto nel secondo parziale. Rimane il rammarico per i due italiani, che erano arrivati a Tokyo cercando di replicare – e magari superare – la medaglia d’argento vinta a Rio 2016.

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