Una valanga di emendamenti (2.249) partoriti dalla Lega blocca l’approvazione della modifica alla legge toscana sulle case popolari che toglie il requisito dei 5 anni di anzianità di residenza in regione per la richiesta di assegnazione. Il requisito dell’anzianità è stato già però dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale in regioni come Lombardia, Abruzzo e Friuli. La “melina” della Lega avrà quindi come unico effetto una procrastinazione dei tempi dell’aggiornamento negativo senza incidere sull’esclusione del requisito. “Siamo riusciti a bloccare l’approvazione della legge sulle case popolari: abbiamo ritenuto che fosse indispensabile fare questa ostruzione per cercare di salvaguardare i diritti dei cittadini toscani e italiani”, ha affermato comunque Elisa Montemagni, capogruppo della Lega in consiglio regionale della Toscana. “La discussione – ha spiegato – verrà spostata a settembre e in questo tempo ci auguriamo di poter andare a parlare con la maggioranza per cercare di portare un risultato a tutti quei cittadini e anche a quei sindaci dei Comuni che ce lo chiedono”.

“Bloccato in Consiglio Regionale della Toscana l’ennesimo tentativo di Giani e del Pd di mettere i toscani all’ultimo posto!! Il requisito dei cinque anni di residenza per accedere al bando delle case popolari non si tocca!! Non permetteremo mai che passino queste leggi, se ne facciano una ragione: il buonsenso e la tutela dei propri concittadini prima di tutto, in modo equo e premiando chi da sempre vive e ama il nostro territorio! Lo dicevo come assessore al Comune di Arezzo, lo dico ancor più forte ora come rappresentante di Governo!”. Lo scrive su Fb il sottosegretario al Lavoro, Tiziana Nisini.

“La Lega cavalca il rinvio ma il risultato del suo ostruzionismo è il ritardo dei bandi per assegnare gli alloggi. Eravamo pronti a votare le modifiche alla legge e la discussione era iniziata ieri in aula”, afferma in una nota Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. “Era necessario intervenire – afferma Ceccarelli – alla luce di diverse sentenze della Corte costituzionale, che hanno dichiarato l’illegittimità delle norme nelle quali si fissa il requisito della residenza (o dell’attività lavorativa) da più di cinque anni come condizione di accesso al beneficio dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica. La norma è stata giudicata in contrasto con i principi di uguaglianza”.

“La posizione assunta dalla Lega Toscana produrrà come unico effetto quello di creare ulteriori disagi, incertezza e precarietà a migliaia di famiglie toscane che da anni attendono di partecipare ai bandi comunali di assegnazione case popolari di fatto bloccati in attesa di questa modifica perché a rischio di annullamento e impugnazione”, scrivono in una nota congiunta Maurizio Brotini e Simone Porzio (Cgil Toscana) e Laura Grandi (Sunia Toscana). “Si sappia che sono oltre 15mila le famiglie che sono in attesa di questo bando: famiglie di lavoratrici e lavoratori in affitto o con il mutuo da onorare che in questi anni hanno subito la crisi economica e sociale del covid, che hanno uno sfratto per morosità incolpevole e che confidano in una casa popolare. Questa non è politica, ma una insensata posizione strumentale che porterà ulteriori disagi a tante famiglie toscane”.

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