ArelorMittal, il gruppo angloindiano che ha preso in affitto l’ex Ilva, ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 6,3 miliardi di dollari (circa 5,3 miliardi di euro), a fronte di una perdita di 0,9 miliardi di dollari nello stesso periodo del 2020 e di 1,7 nell’ultimo semestre 2020. Si tratta della migliore performance semestrale dal 2008. Il risultato ha beneficiato di profitti per 4 miliardi di dollari, con un ebitda di 5,1 miliardi, in crescita del 55,8% rispetto al primo trimestre dell’anno. Dallo scorso 1 aprile ArcelorMittal ha restituito ai propri azionisti 1,6 miliardi di dollari attraverso buyback e dividendi, con un ritorni totali che salgono a 2,8 miliardi se calcolati dal settembre 2020.

Arcelor ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni per il 2021 sul consumo globale di acciaio, uno dei termometri per misurare l’andamento dell’economia. Il colosso siderurgico prevede un consumo in crescita tra il 7,5% e l’8,5% rispetto al 2020, a fronte delle precedente stima compresa tra il +4,5 e il +5,5%. Lo si legge nella nota sui risultati del semestre.

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