Quasi 3mila casi in 24 ore e poco meno di 10mila dall’inizio da lunedì ad oggi con un raddoppio sfiorato rispetto a lunedì-venerdì della scorsa settimana. E per la prima volta dopo mesi, i ricoverati con sintomi non calano più rispetto al giorno precedente mentre le terapie intensive fanno segnare un segno più. L’allerta dell’Istituto superiore di sanità inizia a riflettersi nel bollettino quotidiano diffuso dal ministero della Salute. Negli stessi momenti in cui il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro spiegava il quadro attuale, sottolineando che anche l’indice Rt ospedaliero è in rialzo, i dati giornalieri sono arrivati a confermare il cambio di tendenza.

I nuovi contagi registrati nell’ultimo giorno sono 2.898 tra i 205.602 tamponi processati, di cui 114.109 test antigenici rapidi, con un’incidenza totale all’1,4%. I morti sono stati 11. Ormai prossimo all’inversione di rotta anche il saldo tra ingressi e uscite nei reparti di area medica, con appena 1 ricoverato con sintomi in meno rispetto a giovedì, mentre le terapie intensive fanno segnare 8 positivi al Covid assistiti in più nelle ultime 24 ore, durante le quali si sono registrati 13 ingressi. I numeri restano bassi in termini assoluti, ma si delinea in maniera chiara un quadro di peggioramento della situazione che – come spiegato dall’Iss – potrebbe portare, nello scenario peggiore, a un tasso di occupazione di aree mediche e rianimazioni attorno al 10% nel prossimo mese.

Da lunedì ad oggi i nuovi positivi rintracciati sono stati 9.928 rispetto ai 5.181 degli stessi giorni della scorsa settimana con un numero di tamponi sostanzialmente stabile (873.237, furono 816.824) che quindi porta l’incidenza dei soli molecolari a una crescita di quasi un punto percentuale (da 1,3 a 2,2). Gli ingressi in terapia intensiva, nello stesso arco temporale, sono stati 42, ovvero 5 in più dello stesso periodo della settimana passata. In calo invece i decessi (76) rispetto ai 107 di lunedì-venerdì scorsi. Le crescite più importanti delle ultime 24 ore si sono registrate in Lazio e nel Veneto, con 443 e 425 nuovi positivi riportati al ministero della Salute. Quasi quattrocento casi anche in Lombardia (399) e Sicilia (386). La Campania comunica 204 positivi, quattro in più dell’Emilia-Romagna. In Toscana i contagiati sono invece 169, in Sardegna 140 e in Piemonte 115. Tutte le altre Regioni hanno crescite comprese tra i 77 della Calabria e i 5 della Valle d’Aosta, l’unica area del Paese a non mostrare un aumento in doppia cifra.

Rispetto a venerdì scorso alcune Regioni fanno segnare un numero di nuovi positivi anche triplo: sette giorni fa il Lazio ne aveva segnalati 135, il Veneto 106, la Sardegna 51 e il Piemonte 40. Impennate importanti anche in Emilia-Romagna (furono 99), Lombardia (230), Sicilia (201) e Toscana (79). Con numeri assoluti più piccoli, da segnalare anche le crescite in Liguria (da 17 a 54) e in Umbria (da 13 a 56). Dall’inizio della pandemia sono 4.281.214 i casi accertati di infezione da Sars-Cov-2 in Italia. In 4.110.649 sono guariti o sono stati dimessi (1.070 nelle ultime 24 ore) e 127.851 sono morti. Gli attualmente positivi sono 42.714, di cui 41.465 si trovano in isolamento domiciliare. Altri 1.088 si trovano in reparti di area medica con sintomi e 161 vengono assistiti in terapia intensiva.

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