Alessandro Cecchi Paone sarà processato. Però non finirà alla sbarra in un tribunale normale. Il suo sarà un processo massonico; al termine del quale potrebbero essere presi provvedimenti disciplinari, dall’ammonizione all’espulsione. Nel frattempo è stato sospeso “da ogni attività rituale”, attraverso un decreto firmato, il 13 luglio, dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI), Stefano Bisi. Il motivo? Il noto giornalista, personaggio televisivo e professore universitario (più tanto altro) risulta sotto inchiesta per un’intervista rilasciata al mensile FQ MillenniuM; è dedicata alla storia della sua famiglia e del GOI, la principale obbedienza della massoneria in Italia, e alla sua esperienza come “fratello”, termine con cui si chiamano tra loro i massoni.

L’intervista, ricca di elogi nei confronti dell’organizzazione, è stata pubblicata (ilFattoQuotidiano.it nei giorni scorsi ne ha proposto uno stralcio) sul numero di luglio del mensile. Paone è un testimone importante, perché già nel 2005 aveva esibito orgogliosamente l’appartenenza al GOI. Inoltre nella scala gerarchica è ad alti livelli: come ha spiegato, è “maestro del terzo e ultimo grado della massoneria azzurra, quella generalista”; inoltre è “maestro architetto di un rito di perfezionamento, quello simbolico italiano”. Perché è finito nei guai? Lo stesso giornalista, pur essendo molto sorpreso, per ora preferisce non commentare il provvedimento; per giunta, non conosce nei dettagli i “capi di imputazione”. Di certo, c’entra quella lunga chiacchierata con FQ MillenniuM, sul quale – per altro – compare anche il resoconto di un lungo colloquio con il Gran Maestro Bisi.

Qualcosa, a proposito dell’origine delle accuse, si può desumere leggendo il decreto n. 284/SB, con cui è stata disposta la sospensione. Nel documento, Bisi prende atto delle richieste formulate dal “Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia” e dall’“Oratore del Collegio Circoscrizionale” lombardo, dato che Paone è iscritto alla Loggia 844 “Cinque Giornate” di Milano (una delle 35 logge milanesi e delle 75 in Lombardia). Nel sistema massonico, gli oratori controllano che vengano applicati i dettami della Costituzione del GOI e dei suoi regolamenti. Le loro richieste nei confronti del giornalista riguardano “la violazione, tra l’altro, dell’articolo 29 delle Costituzione”, nella parte in cui si descrivono le prerogative del Gran Maestro: soltanto lui “rappresenta il Grande Oriente d’Italia presso le Comunioni Massoniche Estere e nel mondo profano”, vale a dire nella società italiana, a livello pubblico, mediatico e istituzionale. Poi ci sarebbe stata anche la violazione “dell’articolo 32, lettera “i”, dove si legge che compete esclusivamente al Gran Maestro autorizzare “pubblicazioni ed azioni nel mondo profano riguardanti” la massoneria italiana.

Risultato: “la sospensione da ogni attività rituale” in base all’articolo 32, lettera “m”, della Costituzione dell’Ordine, in vista del processo interno. In altre parole, sembra di capire che Cecchi Paone venga accusato di aver fatto dichiarazioni e di avere espresso opinioni scavalcando il Gran Maestro e la sua autorità. Sarà presumibilmente il Tribunale circoscrizionale della Lombardia a giudicarlo in primo grado, poi eventualmente egli avrà diritto a impugnare la sentenza davanti alla Corte centrale. La persona “incolpata” può farsi difendere da un “Fratello Maestro” o può difendersi da sola. Si rischiano – come verdetti – l’ammonizione, la censura semplice, quella solenne e l’espulsione dal GOI. Ovviamente, sono possibili impugnazioni e revisioni delle sentenze. Vedremo come andrà a finire.

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