La nota del Vaticano contro il ddl Zan apre un nuovo fronte in Parlamento, dove la legge contro l’omotransfobia è bloccata da mesi e rischia di non vedere l’approvazione neanche in questa legislatura. Tra i primi a parlare c’è stato il segretario Pd Enrico Letta che ha ribadito il sostegno al provvedimento, ma, intervistato su Radio Rai 1, ha anche detto di essere “pronto al dialogo sui nodi giuridici“. Una dichiarazione che a destra è stata subito interpretata come la disponibilità a rivedere il ddl o a concedere modifiche, tanto da richiedere l’intervento del Nazareno che, con una nota, ha specificato come il segretario non volesse fare alcun passo indietro. Nel pomeriggio c’è stata anche una telefonata tra Letta e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, un modo per ribadire come l’asse Pd-M5s sul tema resti solido.

Chi ha invece ha approfittato dell’intervento del Vaticano e chi lo ha sempre osteggiato, come la Lega di Matteo Salvini. “Ringrazio il Vaticano per il buonsenso”, ha detto il leader del Carroccio. Se Pd, M5s e LeU difendono la legge, Forza Italia e Italia Viva approfittano delle parole di Letta per chiedere un tavolo di confronto: modificare la legge, però, significherebbe far ricominciare tutto l’iter di approvazione da capo, di fatto affossare il provvedimento. Il senatore leghista e relatore del provvedimento Andrea Ostellari ha quindi annunciato di aver fatto “richiesta formale di acquisire il testo della rilevante nota che lo Stato Vaticano ha inviato alla Farnesina”.

La Santa Sede è intervenuta contro il ddl, approvato alla Camera e fermo da mesi al Senato, attraverso una nota consegnata al gabinetto del ministero degli Esteri, come riporta il Corriere della Sera. Il Vaticano contesta in particolare l’articolo 7 della legge Zan, perché violerebbe la libertà della Chiesa “di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa”, stabilita appunto dal Concordato. Inoltre, sempre secondo la Santa Sede, “attenta alla libertà di pensiero dei cattolici”. Su Twitter il deputato del Pd Alessandro Zan, primo firmatario del ddl, ricorda però che, come “confermato dal Servizio Studi Senato”, il testo “non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa. E rispetta l’autonomia di tutte le scuole”.

“Libertà di espressione e autonomia scuola sono garantite”
La senatrice M5s Maiorino all’Adnkronos ribadisce gli stessi concetti: “La nostra modifica dell’art. 604bis – spiega la Cinquestelle – sui crimini di odio e incitamento all’odio, esclude la propaganda di idee. E per quanto riguarda l’art. 7 della legge, quella sull’istituzione della giornata contro l’omofobia, le scuole sono libere di scegliere se avviare i percorsi di educazione al rispetto ad essa associati o meno”. “Nessuna scuola – puntualizza Maiorino – sarà obbligata per legge ad avviarli, come è ovvio che sia anche in base al Titolo V su autonomia scolastica. E per quanto riguarda la predicazione dei sacerdoti, potranno continuare il loro magistero esattamente come sempre, dato che la propaganda di idee non è toccata dalla legge”. Il disegno di legge Zan infatti prevede la cosiddetta “clausola salva idee” proprio per rispondere alle critiche sulla presunta limitazione della libertà di pensiero. All’articolo 4 del ddl si legge: “Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte”.

Salvini: “Bavaglio”. Laforgia: “Difende la libertà di tutte e tutti”
Del ddl Zan, sostiene invece Salvini, abbiamo sempre contestato il fatto che fosse un bavaglio nei confronti della libertà di opinione. Quindi, se c’è la volontà di ragionare insieme su un testo che non intacchi questo principio e che tuteli da ogni discriminazione noi siamo assolutamente d’accordo“. “Il Ddl Zan è una legge di civiltà, non viola alcuna libertà, anzi difende la libertà per tutte e tutti di vivere liberamente, senza dover essere vittime di discriminazioni e violenze per ragioni legate al sesso, al genere, alla disabilità”, dice il senatore di LeU, Francesco Laforgia. “E’ una legge contro i reati d’odio che anche larga parte del mondo cattolico sostiene. L’incursione della Segreteria di Stato del Vaticano – aggiunge Laforgia – appare, pur con il dovuto rispetto, fuori luogo e fuori dal tempo. Il Parlamento vada avanti, con la propria autonomia”.

Dalla Lega a Fi e Iv: “Letta, ora sediamoci a un tavolo”
Ma ora proprio dal Senato arriva la replica del leghista, Andrea Ostellari, presidente della commissione giustizia a Palazzo Madama, dove il ddl è bloccato: “Le audizioni si possono ridurre. Inauguriamo, finalmente, una fase di confronto, leale e costruttivo. Letta dia seguito a questa apertura e il Pd si sieda al tavolo“. Su questa strada si schiera anche il renziano Davide Faraone, che chiede di convocare un tavolo “per affrontare insieme quei ‘nodi giuridici’ su cui oggi arriva l’apertura del segretario del Pd”. “Letta oggi si dice finalmente disponibile a rivedere alcuni nodi del ddl Zan e fa dietro front rispetto all’idea di forzare l’iter parlamentare per approvarlo così com’è”, scrive la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli. Dialogare e modificare la legge, però, significherebbe far ricominciare tutto l’iter di approvazione da capo.

Maiorino (M5s): “Propaganda fondata su fake news”
“Per di più, vorrei far notare – prosegue Maiorino, la senatrice del M5s – che questa legge è di iniziativa parlamentare, che in base alla Costituzione italiana ancora vigente il potere legislativo pertiene al Parlamento, quello esecutivo al governo”. “Una nota del genere lascia dunque perplessi nel merito e nel metodo, e credo che anche una parte del Vaticano si sia lasciata influenzare dall’orrenda propaganda sollevati da certi ambienti contro questa legge, che però è fondata su fake news ed esagerazioni montate ad arte. La Chiesa di Papa Francesco è contro ogni discriminazione e per il rispetto della laicità dello Stato. E questa certezza è per tutti noi motivo di conforto”, conclude Maiorino. “L’intervento a gamba tesa delle gerarchie vaticane contro la legge Zan, invocando una precisa autonomia garantita dal Concordato, va respinto nella maniera più assoluta”, scrive in una nota il deputato M5s Aldo Penna.

Arcigay: “Intervento senza precedenti. Ingerenza che supera ogni livello mai raggiunto”
“L’attivazione della diplomazia Vaticana”, ha dichiarato il segretario generale di Arcigay Gabriele Piazzoni, “con l’utilizzo del Concordato per cercare di bloccare l’iter della legge Zan al Senato è un qualcosa senza precedenti nelle relazioni tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, il tentativo esplicito e brutale è quello di sottrarre al Parlamento il dibattito sulla Legge e trasformare la questione in una crisi diplomatica, mettendola nella mani del governo Draghi per far si che tutto venga congelato”. E continua: “Confidiamo che il governo Draghi difenda i principi di laicità che ispirano la nostra democrazia, respingendo al mittente questa iniziativa della Santa Sede, perché si tratta di una ingerenza che supera ogni livello mai raggiunto nei rapporti tra l’Italia e il Vaticano, giocando sull’ambiguità di essere religione e di essere Stato, ambiguità che sarebbe ora di mettere in discussione, cancellando privilegi risalenti a 90 anni fa. Il compito del nostro Paese è quello di tutelare dalle violenze e dalle discriminazioni le cittadine e i cittadini italiani, e questo dovere, a fronte di aggressioni e violenze quotidiane che subiscono le persone LGBT+, non può essere messo in discussione da stati esteri, men che meno da uno stato teocratico come il Vaticano”.

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