Il summit Ue-Usa produce il suo primo risultato. Dopo 17 anni di dispute giudiziarie e provocazioni transatlantiche, proprio all’incontro di Bruxelles è stata risolta la questione che vedeva contrapposte l’americana Boeing e l’europea Airbus. Unione europea e Stati Uniti hanno così sanato i dissapori sulla legittimità degli aiuti di Stato erogati ai rispettivi produttori di aeromobili. “Si apre un nuovo capitolo nelle nostre relazioni perché ci spostiamo da un contenzioso alla collaborazione” ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, confermando le notizie circolate. Con l’accordo – si legge in una nota della presidente – si compie “un passo importante nella risoluzione della controversia commerciale più lunga nella storia del Wto“. Le due parti hanno sottoscritto un accordo di cinque anni che prevede la sospensione dei dazi al centro della controversia nell’attesa di trovare un accordo di lungo periodo per chiudere definitivamente la questione. Le tariffe aggiuntive potrebbero però essere reintrodotte se le aziende statunitensi non saranno in grado di garantire una “competizione equa” con quelle europee.

LA CLAUSOLA ANTI-CINA – L’intesa prevede anche una clausola per frenare le aspirazioni della Cina. Le due parti si impegnano, infatti, a “lavorare insieme” per contrastare “l’ambizione cinese di costruire un settore dell’aviazione civile fuori dalle regole di mercato” e le sue pratiche che danneggiano la concorrenza. Lo ha detto Katherine Tai, rappresentante Usa per il commercio parlando alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo. Parole esplicite quelle della Tai, che aggiunge: “Mentre eravamo impegnati a farci la guerra, altri ne hanno approfittato”. Usa e Ue si riallineano dunque per fronteggiare le sfide poste dal modello economico della Cina.

LA DISPUTA – Per quasi due decenni Stati Uniti e Ue si sono reciprocamente accusati di aver impiegato aiuti di stato a sostegno delle compagnie, non rispettando le regole internazionali in materia. Nel 2004 entrambe le parti chiesero all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) una verifica della compatibilità degli aiuti di stato con le norme internazionali, riferendosi all’accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative e a quello sulle tariffe doganali e sul commercio (Gatt). Da ormai due anni, però, la disputa giudiziaria era anche diventata un disputa economica a colpi di dazi. Nel 2019, il Wto diede il suo benestare agli Stati Uniti che volevano imporre la sospensione di alcune concessioni tariffarie ai danni dell’Ue. Una sorta di compensazione per i sussidi dei Paesi Ue elargiti al consorzio aeronautico Airbus. Fu allora che l’amministrazione Trump impose 7,5 miliardi di dollari di dazi su alcune merci importate dall’Europa. L’anno dopo anche l’Ue fu autorizzata dal Wto a fare lo stesso, imponendo 4 miliardi di dollari in dazi sulle merci provenienti dagli Stati Uniti. sempre come compensazione dei danni causati dagli aiuti di stato americani alla compagnia Boeing. Coinvolta nella disputa non è stata soltanto l’industria aerospaziale.

L’IMPATTO DEI DAZI – L’accordo è un sollievo per il Made in Italy. Il sistema di sanzioni ha infatti colpito anche altri settori dell’economia: uno su tutte, quello agroalimentare, particolarmente penalizzato in paesi come Italia e Francia. Le sanzioni hanno finito per danneggiare l‘export di diversi prodotti, come i formaggi italiani che hanno registrato un calo del 21% nel 2020 e i vini francesi, le cui vendite sono crollate del 28% solo nei primi tre mesi dello scorso anno. L’accordo raggiunto oggi per limitare le sovvenzioni a Boeing e Airbus si inserisce in un contesto di riconciliazione tra le due sponde dell’Atlantico, dopo quattro anni di amministrazione Trump.

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