A quattro mesi dell’arrivo sul pianeta Rosso il rover Perseverance su Marte inizia la sua vera missione: cercare tracce di vita. Dopo aver fatto volare il primo drone, Ingenuity, testato un sistema per produrre ossigeno fondamentale per le future missioni umane, registrato il suono del vento marziano e verificato il funzionamento di tutti gli strumenti, il rover della Nasa può ora dedicarsi al suo obiettivo principale.

Il rover ‘gemello diverso’ di Curiosity, il rover che tanto emozioni ha regalato ai terrestri, ha inanellato una serie incredibile di prime volte e dimostrato di poter essere pronto a esplorare il pianeta in cerca di segni dell’eventuale presenza di vita nel lontano passato. Dal 1 giugno Perseverance ha formalmente concluso la fase di test e potrà ora dedicarsi al fitto programma di analisi scientifiche. Il primo obiettivo sarà quello di muoversi verso il vicino sito di Séítah dove raccoglierà i primi campioni che verranno poi immagazzinati per poi in futuro essere portati a Terra (a provvedere al trasporto sarà una nuova e ambiziosa missione specifica).

Questa prima campagna scientifica prevede già numerose tappe per analizzare i sedimenti rocciosi che si trovano oggi in quello che era il fondale di un antico e vasto specchio d’acqua profondo circa 100 metri. Per completare il compito serviranno alcuni mesi, percorrendo tra i 2.5 e 5 chilometri, e si prevede che nel corso della campagna potrà riempire 8 dei 43 ‘tubi campione’ che saranno poi trasportati a Terra. Completata la prima campagna i ricercatori vorrebbero poi muovere il rover verso il sito di Three Forks a Nord, dove si ritiene fosse presente il delta di un antico corso d’acqua e dove le caratteristiche chimiche del terreno potrebbero rendere più facile la scoperta di eventuali tracce di antiche forme di vita.

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