Bella Ciao, la canzone popolare considerata l’inno della Resistenza partigiana, potrebbe diventare ufficialmente uno degli inni nazionali. A sostenerlo è una proposta di legge fatta dai parlamentari di Partito democratico, Movimento 5 stelle, Italia viva e Liberi e uguali, che hanno depositato il testo alla Camera. In particolare, si chiede che la canzone “venga eseguita ogni 25 aprile, dopo l’inno di Mameli, in tutte le cerimonie ufficiali per la Festa della Liberazione”. Il documento presentato dai deputati si compone di un unico articolo, diviso in due commi. Con la legge ”si intende riconoscere finalmente l’evidente carattere istituzionale a un inno, Bella ciao, che è espressione popolare dei più alti valori alla base della nascita della Repubblica”.

La canzone Bella ciao è da sempre associata al periodo della Resistenza e alla festa della Liberazione del 25 aprile. Ma non compare in nessun documento anteriore agli anni ’50. Nella relazione vengono anche presentati alcune esempi di raccolte di canzoni (come il ‘Canta partigiano’ edito da Panfilo a Cuneo nel 1945 e le varie edizioni del ‘Canzoniere italiano’ di Pasolini) o riviste (come ‘Folkloro’ nel 1946) nei quali il testo di ‘Bella ciao’ non compare mai. La prima apparizione è nel 1953, sulla rivista ‘La Lapa’ di Alberto Mario Cirese, per poi essere inserita, proprio il 25 aprile del 1957, in una breve raccolta di canti partigiani pubblicati dal quotidiano ‘L’Unità‘.

“Da ultimo – come già detto – la canzone ‘Bella ciaò comincia a godere della massima diffusione dopo la sua presentazione in occasione del Festival dei due mondi del 1964”. La diffusione del canto è andata crescendo nel corso degli anni, “arrivando anche a travalicare i confini nazionali” per via dei suoi temi facilmente condivisibili da parte dei movimenti popolari di tutto il mondo. “Possiamo pertanto affermare con certezza – proseguono i deputati nella relazione della pdl – che Bella ciao non è espressione di una singola parte politica, ma che, al contrario, tutte le forze politiche democratiche possono ugualmente riconoscersi negli ideali universali ai quali si ispira la canzone: la lotta patriottica contro ogni forma di prevaricazione e di abuso di potere; la lotta per la libertà personale e quella del proprio Paese rispetto a ogni forma di oppressione dittatoriale; la riaffermazione dell’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica; la difesa dei diritti e la battaglia per l’emancipazione sociale; il diritto di cittadinanza e di civile convivenza all’insegna della tolleranza e dell’uguaglianza fra i popoli”.

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