Sei su 10 hanno fiducia nel presidente del Consiglio Mario Draghi. Emerge da un sondaggio di Demopolis per Otto e mezzo (La7) dopo i primi cento giorni di governo. Al momento dell’insediamento Draghi aveva un indice di fiducia del 54 per cento seguito da un trend altalenante: in salita a marzo (66 per cento), in discesa a fine aprile (58), di nuovo in leggero aumento oggi (60). Ma questo dato, se scorporato tra gli elettorati dei vari partiti che compongono la maggioranza, evidenzia le differenti quote di gradimento. Per esempio è plebiscitaria tra chi vota Italia Viva (90 per cento), Azione (86) e Forza Italia (80), ma c’è un’ampia maggioranza anche tra i simpatizzanti di Pd e Lega. Più bassa la fiducia tra gli elettori del M5s (45 per cento) e Liberi e Uguali (48). La percentuale si abbassa ulteriormente tra le forze di opposizione: tra chi vota Fratelli d’Italia non supera il 36 per cento, tra chi vota Sinistra Italiana è inchiodata al 20.

Secondo il sondaggio dell’istituto diretto da Pietro Vento, peraltro, l’operato del governo è valutato positivamente dal 51% degli italiani: il giudizio positivo su Draghi risulta di 9 punti superiore rispetto alla valutazione complessiva dell’esecutivo. “Si inizia a rilevare – spiega Vento – una certa difficoltà di alcuni segmenti degli elettorati a stare insieme in maggioranza con forze politiche antitetiche: su alcuni temi fondamentali emerge un disagio degli elettori del Pd o del M5s nel ritrovarsi al governo con la Lega e viceversa“.

Secondo l’indagine di Demopolis tre temi più di altri sono “problematici e strategici” per il futuro: per 3 su 4 sono importanti soprattutto salvaguardia e rilancio dell’occupazione, per due su 3 il completamento della campagna vaccinale tenendo sotto controllo la pandemia, sei su 10 indicano la realizzazione delle riforme previste dal Piano di recupero.

Quale dei partiti incide di più sul governo? Per la maggioranza relativa degli intervistati di Demopolis è la Lega a farsi sentire di più (34 per cento). Il 13 per cento cita Forza Italia, il 12 il Pd, solo l’8 il M5s. Dall’altra parte colpisce che un terzo del campione risponde che sulle scelte di Draghi non pesa in realtà nessuno dei partiti.

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