Sfrattati dopo sei anni dal Campidoglio, senza alcuna indicazione ufficiale per una sede alternativa. È la storia della onlus romana ‘Vivere la gioia‘, un’associazione di 40 volontari presieduta dal pastore evangelico Fosco Ieva, da tempo un punto di riferimento per centinaia di famiglie in difficoltà dei quartieri Magliana, Corviale, Trullo e Portuense. Nella periferia sud-ovest della Capitale, la onlus che dal 2003 collabora con il Banco alimentare, aveva da anni stabilito il suo magazzino nei locali dell’ex scuola Quartararo in via della Magliana, dove i volontari preparavano e poi consegnavano i pacchi alimentari a oltre 200 famiglie. Un numero raddoppiato grazie alla sinergia e la collaborazione con altre otto realtà più piccole e associazioni locali.
Ma dal 6 aprile quello spazio non sarà più disponibile. Il motivo? Il Municipio XI di Roma, governato dalla stessa sindaca Virginia Raggi in quanto commissariato, intende spostare lì i suoi uffici, dopo aver riqualificato la struttura. Tradotto, dopo l’ultima consegna di venerdì scorso alle famiglie bisognose del quartiere, la Onlus rischia ormai seriamente di non fare più ritorno nella vecchia sede. “Non so come faremo, ormai il tempo è quasi scaduto, ma non ci hanno nemmeno comunicato un’alternativa. Soltanto abbiamo visitato in via ufficiosa un seminterrato in viale Marconi. Ma non è adatto per scaricare i beni alimentari, manca la corrente elettrica ed è inutilizzato da troppi anni, invaso dai ratti. Una presa in giro”, hanno protestato dall’associazione.
Ma se l’amministrazione M5s non ha ancora trovato una soluzione, la onlus insiste affinché non sia necessario abbandonare il quartiere: “Sarebbe un grave danno per tante famiglie. Con la pandemia di Covid-19 la crisi si è aggravata, vediamo tanti romani e stranieri in fila ogni settimana”, c’è chi spiega. Così, oltre a una petizione lanciata sul web e già firmata da oltre 400 persone, l’appello è rivolto dai volontari alla stessa sindaca: “Raggi ci ripensi, e magari venga con noi a distribuire beni alimentari”. Ma la richiesta d’aiuto è rivolta a tutte le forze politiche presenti all’interno dell’Assemblea capitolina. “Sappiamo che è stata presentata un’interrogazione da alcuni esponenti di centrosinistra, speriamo ci possa essere un consenso unanime e che la situazione si sblocchi”, è l’appello del presidente Ieva. Al momento ancora inascoltato.

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