Archiviare le indagini sulla morte di Raffaello Bucci, l’ex ultrà della Juventus morto cadendo dal viadotto di Fossano, nel luglio 2016. È quello che ha chiesto la procura di Cuneo. Bucci è morto nel luglio 2016, pochi giorni prima era stato interrogato dalla procura di Torino per i rapporti tra ‘ndrangheta e ultrà. Il fascicolo sulle nuove indagini per omicidio era seguito dal procuratore di Cuneo Onelio Dodero. Dopo tre anni di accertamenti, il magistrato ha concluso che non si è potuto appurare chi potrebbe aver avuto “un influsso determinante sulla scelta finale”, cioè quella dei suicidio.

La compagna di Bucci, assistita dall’avvocato di Cuneo Paolo Verra, aveva chiesto e ottenuto di riaprire le indagini sostenendo, anche in base a una perizia di parte, che le lesioni sul corpo del tifoso non era compatibili solo con la caduta del suicidio. Nell’aprile del 2019, il cadavere era stato riesumato dal cimitero di Cuneo per ulteriori accertamenti.

Ex leader dei Drughi, storico gruppo ultrà della Juventus, Raffaello Bucci, ‘Ciccio‘ per gli amici, era stato anche informatore dei servizi segreti e della Digos e, per un periodo, collaboratore della Juventus come supporter liason officer. Il giorno prima di morire, nel luglio 2016, era stato ascoltato come persona informata sui fatti dai pm dell’inchiesta di ‘ndrangheta “Alto Piemonte” sui rapporti tra criminalità organizzata e bagarinaggio. Al termine dell’interrogatorio “era sembrato molto preoccupato” si legge in una nota della Digos. Diceva di voler parlare con un commissario, “ma non è mai andato da lui e non lo ha mai contattato”. A sentirlo, la sera, era stata l’ex compagna. “Mi ha chiesto scusa, ma non ha spiegato nulla. Non voleva parlarne per telefono”, ha raccontato la donna, che non ha mai creduto al suicidio: “Non era il tipo da buttarsi giù dal ponte. Qualcuno, semmai, l’ha spinto a farlo“. A chiedere di far luce sulla sua morte, inizialmente archiviata come suicidio, era stata proprio l’ex compagna. Pochi mesi dopo l’esumazione del cadavere, in concomitanza con l’arresto dei capi ultrà della Juventus nell’ambito dell’operazione Last Banner, il cambio di imputazione nelle indagini: non più istigazione al suicidio, ma omicidio. In questi giorni, invece, la richiesta di archiviazione.

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