La Sardegna è zona bianca e ha intenzione di conservare questo principio di normalità ancora per lungo tempo. Come? Introducendo l’obbligo di tampone all’ingresso dell’isola. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione, Cristian Solinas, e la misura partirà dall’8 marzo.

“Da lunedì se chi arriva ha già un certificato che attesti la negatività al virus fatto nelle 48 ore prima dell’imbarco, una volta arrivato passerà da un percorso rapido e potrà uscire immediatamente dall’aeroporto – ha spiegato il governatore – Chi non abbia avuto l’opportunità di farlo deve dedicarci qualche minuto del suo tempo per sottoporsi a un test rapido, di quelli accreditati dall’Istituto superiore di sanità, e in pochi minuti avrà il suo risultato”. In caso di negatività, specifica Solinas, “si potrà tranquillamente accedere”, mentre “in caso di positività scatteranno i protocolli previsti e quindi dovrà andare in quarantena se è un asintomatico”, come riporta l’Unione Sarda. L’intento, appunto, è quello di rimanere bianchi il più al lungo possibile, ma anche quello di prepararsi alla stagione estiva, intraprendendo quindi “una strada in previsione delle vacanze estive e all’arrivo in massa di turisti”.

Ma non solo. Sempre per salvaguardare la stagione turistica, l’idea del governatore è anche quella di far entrare nella Regione, senza necessità di un tampone negativo, anche “chi è vaccinato“. Oltre che partire al più presto con una vaccinazione di massa per tutta la popolazione sarda, scrive sempre l’Unione Sarda: “Abbiamo attivato oltre cinquanta punti per le somministrazioni così da poter immunizzare tutta la popolazione in 30, 45 giorni. Potrebbe essere un modello a livello internazionale e potremo aprirci alla stagione turistica in assoluta sicurezza”.

La strada dei tamponi all’ingresso potrebbe essere praticabile anche secondo Luca Richeldi, direttore di Pneumologia presso il Policlinico Gemelli Irccs e membro del Comitato Tecnico Scientifico: “Capisco la volontà di mantenere ridotta la circolazione e, da questo punto di vista, un tampone all’arrivo sull’isola è un aiuto. Non è certo una garanzia ma può aiutare a veicolare un messaggio: quello di mantenere alte le attenzioni, che sappiamo essere indispensabili”.

Insomma Solinas ci riprova dopo che già a settembre aveva provato a blindare l’isola imponendo un test obbligatorio all’ingresso. Un’ordinanza che poi era stata sospesa perché impugnata davanti al Tar.

Intanto i presidi della Regione chiedono di effettuare subito i vaccini nelle scuole. In quanto regione in zona bianca, infatti, tutti gli studenti da lunedì andranno a scuola in presenza al 100%, anche quelli degli istituti superiori. “Se non si procede subito all’attuazione del piano vaccinale, sono particolarmente esposte al rischio di focolai”, specificano i dirigenti che in una lettera lanciano un appello al governatore per dare priorità alla vaccinazione del personale scolastico. “Le scuole della Sardegna non possono più aspettare: è arrivato il momento di avviare senza più alcun indugio il piano di vaccinazione, garantendo così la sicurezza e la serenità dei nostri ragazzi e, per il loro tramite della regione intera”.

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