Un post sul blog delle Stelle riaccende gli attriti tra l’Associazione Rousseau e il M5s. Che vuol dire quelli tra Davide Casaleggio e i parlamentari. Mercoledì 10 marzo alle ore 19 “come Associazione Rousseau“, specifica il post sul Blog delle Stelle, sarà presentato “Manifesto ControVento. Principi e valori per ritornare a volare alto“. Di cosa si tratta? “Un Manifesto che vuole essere un codice etico di riferimento per la nostra azione, ma anche un perimetro solido e ben definito di termini e condizioni di utilizzo dell’ecosistema Rousseau al fine di poter esercitare pienamente quel ruolo di garanzia che consenta, da una parte, metodi e processi di partecipazione ancora più trasparenti e condivisi e, dall’altra, una sempre più attenta e intransigente tutela dei diritti di cittadinanza attiva e digitale dei cittadini”. Un annuncio che ha ovviamente gettato in fibrillazione il mondo dei 5 stelle.

Patuanelli: “Movimento va col vento in poppa con Conte” – “Auguri a Rousseau. Il movimento non va di bolina ma col vento in poppa e con Conte“, dice il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, tra i big 5 stelle più autorevoli a commentare l’annuncio di Rousseau. In tanti, infatti, non hanno preso bene il post di Casaleggio, considerandolo come l’annucio di un possibile divorzio. L’annuncio sul blog arriva nei giorni in cui Casaleggio è tornato a battare cassa. Il figlio di Gianroberto è il presidente dell’associazione che gestisce la piattaforma online sulla quale si svolgono le votazioni dei grillini: in questa veste da mesi pretende circa 450mila euro da deputati e senatori (più 40mila dagli europarlamentari) come quota arretrata per il funzionamento di Rousseau. Come ha raccontato Il Fatto, Casaleggio junior potrebbe vietare l’utilizzo dello strumento web, di cui è proprietario finché non gli verranno dati i soldi che invoca.

Il manifesto di Casaleggio – È in questo clima che Rousseau pubblica l’annuncio per il suo manifesto, che sostiene essere “liberamente e continuamente ispirato da idee di Dario Fo, Adriano Olivetti, Francesco d’Assisi, Mahatma Ghandi, Giorgio Gaber, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio”. “Non è più tempo di accontentarsi. Non è più tempo di limitare l’immaginazione. Non è più tempo di tenere i sogni a terra. Non è più tempo di avere sogni moderati. E’ tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia o coraggio di realizzarli. Un movimento di persone che vuole volare alto deve affrontare le sue contraddizioni, i suoi diversi punti di vista e le sue innovazioni in modo aperto affinché ogni idea abbia la solidità del dibattito, ogni azione abbia la forza delle persone che vogliono che accada e ogni cambiamento sia difeso dai cittadini convinti della sua bontà a prescindere da chi siederà nei posti di comando in futuro“. Nel post di presentazione all’evento di mercoledì si fa un elenco di quelle che sembrano critiche aspre nei confronti del Movimento. “Per tornare a volare alto dobbiamo anteporre le idee alle persone, le riforme alle poltrone, l’esempio personale al cambiamento che vogliamo vedere negli altri. Per tornare a volare alto non dobbiamo accomodarci sulle seggioline della tifoseria della politica, sventolando le bandiere di destra contro sinistra, opposizionisti contro governisti, nordisti contro sudisti. Per tornare a volare alto dobbiamo sfidare il vento del ‘si è sempre fatto così’, dobbiamo avere il coraggio di confrontarci con tutte le idee e dobbiamo decidere se essere dei segnavento degli umori del momento o se correre controvento e ritornare a volare”.

La rabbia dei parlamentari: “Meglio dividersi” – Logico, dunque, che il post di Rousseau abbia scatenato le repliche di alcune parlamentari, oltre a quella di Patuanelli. “Penso che sia arrivato il momento che le strade si dividano. L’ho sempre detto, lo sostengo da diverso tempo. Si doveva arrivare a una risoluzione del contratto. Avevamo sempre posto la questione con il think tank Parole Guerriere. Le ingerenze sono diventate insopportabili”, dice Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera. “L’addio alla fine ce lo ha dato Casaleggio, la nascita del ‘manifesto controVentò parla chiaro e va in quella direzione. Comunque questa novità, che giunge del tutto inattesa, conferma le mie dichiarazioni di oggi, ovvero che Rousseau è un partito politico nel M5S che lavora contro il Movimento e con i soldi dei suoi parlamentari”, commenta il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia. “Prendo atto che Rousseau, un servizio a disposizione del M5s e finanziato dagli eletti, ha deciso di creare un partito autonomo. Buona fortuna e buon percorso”, scrive su Twitter la deputata M5s ed ex sottosegretaria al Mise, Mirella Liuzzi. Usa twitter anche il deputato e presidente della commissione Politiche Ue della Camera, Sergio Battelli: “Mi pare chiaro che l’associazione Rousseau abbia deciso di spiegare le vele e andare per conto suo. Buona fortuna!”. “Buon vento…”, si limita a dire all’Adnkronos Roberta Lombardi, componente del Comitato di garanzia M5S. Sempre secondo le agenzie di stampa, alcuni parlamentari sono pronti a inviara una mail al capo politico ad interim Vito Crimi per mettere nero su bianco la volontà di disiscriversi da Rousseau, ma rimanendo nel M5S.

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