Il calcio virtuale ha trovato un modo per influenzare quello reale. Messa così la storia sembra copincollata da una di quelle serie tv che raccontano l’invasività delle nuove tecnologie. Il problema, però, è che di romanzato, stavolta, non c’è proprio nulla. Perché qualche giorno fa il calcio inglese ha scoperto di avere un problema con il fantasy football, il nostro caro, vecchio fantacalcio. Tutto è successo alla vigilia di Aston Villa-Leicester City di domenica scorsa. I Villans, protagonisti di una stagione esaltante, si ritrovano a fare i conti con l’infortunio del loro capitano Jack Grealish. È un’assenza che pesa come un macigno, una defezione che cambia lo spartito tattico della partita. Così, per non dare un vantaggio alla squadra di Brendan Rodgers, i vertici dell’Aston Villa decidono di secretare l’informazione fino all’inizio della partita.

Un piano perfetto, se non fosse per un dettaglio. Alcuni tesserati del club hanno tolto Grealish dalla propria squadra del fantacalcio. E l’azione simultanea dei cinque colpevoli (Matt Targett, Conor Hourihane e Neil Taylor, più un fisioterapista e uno dei match analyst dei Leoni) non è sfuggita a Henning, un trentaduenne norvegese che qualche mese fa ha messo a punto un “bot” capace di scandagliare le rose di fantasy football di calciatori e membri dello staff dei club di sua maestà. Quando un giocatore viene “tagliato” da uno o più dei suoi compagni di squadra, l’algoritmo segnala l’anomalia tramite un tweet dall’account di Hanning, FLP Insider, che offre suggerimenti sul fantasy football ai suoi quasi 37mila followers. E così è stato anche per il caso di Jack Grealish. Il bot ha fatto il suo compito e il cinguettio è stato ritwittato più di 400 volte. Con tanti saluti al segreto costudito gelosamente dal club.

L’Aston Villa, prima vittima di questa nuova forma di “spionaggio”, non l’ha presa benissimo. Anzi, secondo quanto riportato dal Times, ha deciso di proibire il fantasy manager ai suoi tesserati. E molti altri club starebbero valutando provvedimenti simili. Anche perché in Premier League il dibattito si è fatto piuttosto intenso. Brendan Rodgers, l’allenatore del Leicester, ha candidamente ammesso di aver captato sui social network qualche voce sullo stato di salute di Grealish prima della partita. Guardiola è andato oltre, definendo la fuga di notizie “poco etica e poco professionale”. Alla fine il più sorpreso è stato Henning, che ha svelato di essere un tifoso proprio dell’Aston Villa. In una sua intervista alla BBC il norvegese ha raccontato la genesi di questa sua idea. La lampadina si è accesa a inizio anno, quando Andy Robertson ha tagliato dalla sua squadra di fantacalcio il compagno Sadio Mané. Da lì l’intuizione di mettere a punto un programma automatico in grado di tracciare le esclusioni da parte degli “insider”. “All’inizio è stato un lavoro molto manuale e noioso – ha detto Henning alla BBC – ho passato ore su Google, LinkedIn e Football Manager 21 per trovare tutti i membri dello staff e ogni calciatore delle giovanili” da inserire nel database. Il resto è venuto in automatico. Anche se il norvegese non poteva sapere che il suo bot avrebbe fatto infuriare proprio la sua squadra e che avrebbe creato una nuova frontiere dello spionaggio sportivo.

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