È in dirittura d’arrivo il provvedimento di riordino dei ministeri con cui il governo Draghi darà vita al nuovo Ministero per la transizione ecologica, assegnato a Roberto Cingolani, e quello per la transizione digitale affidato al manager Vittorio Colao. Contestualmente nasceranno i due Comitati interministeriali pensati dall’ex capo della Bce per coordinare l’azione dell’esecutivo in vista del Recovery plan. Il Cite, cioè il Comitato per le politiche green, ha il compito di approvare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, “il Piano per la transizione ecologica”. Obiettivo – si legge nella bozza del provvedimento – quello di coordinare le politiche in materia di mobilità dolce e sostenibile; contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo; risorse idriche e relative infrastrutture; qualità dell’aria; economia circolare. Inoltre – si legge – il Piano “individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il relativo cronoprogramma, nonché le amministrazioni competenti all’ attuazione delle singole misure.

Il Cite è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e sarò composto dal premier, dai ministri della Transizione ecologica, dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti e delle Politiche agricole. È presieduto sempre dal capo del governo o, in sua vece, dal ministro della Transizione ecologica e si avvarrà di un Comitato tecnico di supporto. Nella bozza del decreto vengono poi dettagliate le deleghe che il nuovo ministero sottrae agli altri dicasteri: a Cingolani vengono infatti attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile e alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema. Dieci i paragrafi che elencano tutte le materie di competenza del nuovo ministero. E sempre nella bozza di documento un articolo è dedicato alle disposizioni transitorie su competenze e personale.

Il Comitato interministeriale per la transizione digitale (Citd), invece, “promuove, indirizza, coordina e verifica l’azione del Governo nelle materie dell’innovazione tecnologica, dell’attuazione dell’agenda digitale italiana ed europea, della strategia italiana per la banda ultra larga, della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, nonché della trasformazione, crescita e transizione digitale del Paese, in ambito pubblico e privato”. Il Comitato include anche Anci e Upi – “quando si trattano materie che interessano le regioni e le province autonome” – e assumerà “le decisioni strategiche necessarie a garantire la coerente e puntuale declinazione della strategia nazionale per la transizione digitale. Anche il Citd “è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale che lo convoca, ne determina l’ordine del giorno, ne definisce le modalità di funzionamento e ne cura, anche per il tramite della Segreteria tecnico amministrativa, le attività propedeutiche e funzionali allo svolgimento dei lavori e all’attuazione delle delibere”.

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