È un convoglio della Monusco, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo, quello che oggi è finito sotto attacco nell’est del paese, vicino alla città di Kanyamahoro, uccidendo l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere di 30 anni, Vittorio Iacovacci. L’area da anni al centro di violenti scontri tra gruppi armati, ed è ritenuta la più pericolosa del Congo. Obiettivo della missione, che è stata prorogata di un anno a dicembre, è proteggere i civili e consolidare la pace nel Paese.

Istituita con la risoluzione 1925 del Consiglio di Sicurezza Onu, la missione è operativa dal primo luglio 2010. A dicembre del 2020, in vista della scadenza, le Nazioni Unite l’hanno prorogata di un anno, ma nel quadro di un progressivo disimpegno dal Paese. La missione conta su 17.467 operativi, di cui oltre 12mila sono truppe e quasi tremila civili. Pakistan, India e Bangladesh sono i Paesi che contribuiscono maggiormente al contingente militare.

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L’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi in agguato in Congo. Mattarella: “Lutto per servitori dello Stato”

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