Un governo ambientalista che punta a “mettere in sicurezza il Paese” e che per centrare l’obiettivo necessita che gli “interessi di parte” vengano dopo i “bisogni dell’Italia”. È questo il messaggio che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affidato alla sua squadra di governo durante la prima riunione del Consiglio dei ministri. “Il nostro sarà un governo ambientalista”, ha detto l’ex numero uno della Bce di fronte ai 23 scelti dopo aver ricevuto l’incarico da Sergio Mattarella. L’ex presidente della Bce ha convocato il primo Consiglio dei ministri subito dopo il giuramento al Quirinale. L’esordio in Parlamento per la fiducia, invece, è previsto per mercoledì: al Senato alle 10 con comunicazioni del premier, alla Camera alle 11 e 30 con la sola consegna del testo delle dichiarazioni programmatiche. Il 23 febbraio, invece, l’esordio a Bruxelles di Draghi in veste di premier per il Consiglio Affari generali.

“Prendo atto che avete diverse sensibilità” – Dopo essere entrato a Palazzo Chigi per insediarsi al posto di Giuseppe Conte, il premier ha riunito per la prima volta i ministri per procedere alla nomina di Roberto Garofoli come sottosegretario alla presidenza. “Mi aspetto la massima collaborazione”, perché una “missione” importante attende il governo, quella di “mettere in sicurezza” il Paese, ha detto ai ministri durante il primo consiglio. Per centrare l’obiettivo, bisogna andare “avanti uniti”, ha aggiunto Draghi, perché “i bisogni dell’Italia vengono prima di interessi di parte”, ha detto rivolgendosi alla squadra di ministri, composta da 8 tecnici e 15 politici provenienti da sei partiti: Lega, Forza Italia, Italia Viva, Pd, M5s e Leu. Una governo che, nella sua parte politica, è stato costituito usando il manuale Cencelli. Per questo motivo Draghi ha sottolineato come sia necessario “lavorare insieme”, pur provenendo da storie ed esperienze diverse, per affrontare la fase difficile del Paese. Per “mettere in sicurezza l’Italia e aiutarla a ripartire”, ha ribadito Draghi. “L’unità – ha detto – qui non è una opzione, è un dovere. Prendo atto che abbiamo delle diverse sensibilità, avete diverse sensibilità”.

Il primo Cdm – La riunione è iniziata poco prima delle 14, dopo che tutti i ministri sono stati sottoposti a test antigenico rapido: si è chiusa poi alle 14.40. In attesa del discorso al Senato e alla Camera, in programma tra mercoledì e giovedì, il presidente del Consiglio si è messo al lavoro nel suo ufficio a Palazzo Chigi. Dopo il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, il premier avrebbe preso posto nell’ufficio d’angolo al primo piano della presidenza, alla stessa scrivania dove fino a questa mattina sedeva Giuseppe Conte. Draghi, nel giorno del suo insediamento, non è stato accompagnato nella sede del governo da nessuna persona di staff, né tecnico né di comunicazione. Nel suo ufficio ha chiamato Garofoli, neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Le prossime tappe: fiducia e misure anti Covid – Dopo il giuramento, ora Draghi deve per prima cosa ora mettere a punto il discorso programmatico con cui si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia. Il primo appuntamento è al Senato mercoledì 17, il giorno dopo, il 18, si aprirà il dibattito recherà alla Camera. Questo programma di massima attende la bollinatura dell’ufficialità ma è praticamente deciso. La prossima settimana Draghi lavorerà anche alla squadra dei viceministri e sottosegretari. Che alla fine saranno scelti dai partiti, contrariamente a quanto avvenuto per i ministri. Fra le prime questioni da affrontare per il nuovo esecutivo, le misure anti-Covid. Il 25 febbraio scadrà la proroga al divieto di spostamento fra regioni prevista dal decreto legge lasciato in eredità dal Conte Bis: dovrà scegliere se proseguire fino al 5 marzo, quando scadrà il Dpcm, o se procedere diversamente. Nel giro di una decina di giorni c’è un’altra scadenza delicata: il 24 febbraio è il termine per la presentazione dell’offerta di Cdp e dei fondi su Autostrade.

Il timing in Ue – Il debutto internazionale di Draghi in veste di premier potrebbe avvenire martedì 23 febbraio a Bruxelles per il Consiglio Affari generali, che riunisce, in presenza, i ministri degli affari europei, delega al momento mantenuta dal premier. Già lunedì, invece, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, parteciperà in videoconferenza all’Eurogruppo, e l’indomani all’Ecofin. Giovedì 18, invece, sempre in video, c’è il G7 dei ministri della Salute, ma per Roberto Speranza non sarà un debutto. Il premier farà quindi il suo debutto al Consiglio europeo straordinario, previsto in videoconferenza il 26 e 26 febbraio.

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