Un governo in piena sintonia con la pandemia: uniti ma distanti. Questa sembra essere ‘l’unità’ attorno alla figura di Mario Draghi. Da Leu fino alla Lega le differenze di vedute permangono tutte: dall’immigrazione alla giustizia, fino alla durata del governo guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, che resta il candidato più accreditato per sostituire Sergio Mattarella al Colle tra un anno.

Una soluzione che, peraltro, permetterebbe ai partiti di liberarsi di una figura ingombrante per tutti i leader politici. Il solo ad affermare chiaramente che “Draghi deve andare avanti fino alla fine della legislatura” è Carlo Calenda, ma Azione ha la componente più esigua tra tutte le formazioni parlamentari. Nella testa della Lega resta l’idea dell’esecutivo a tempo. A dirlo è Lucia Borgonzoni: “Ci sono delle cose da fare: lavoro, sanità e poi bisogna tornare al voto”.

La presenza della Lega in maggioranza non entusiasma certo il Pd: “Una maggioranza coesa è una maggioranza che ha un’orizzonte più lungo” è l’opinione del vicesegretario PD Andrea Orlando. “Se le emergenze sono condivise le soluzioni non lo sono affatto” osserva Nicola Fratoianni, deputato di Leu e segretario di Sinistra Italiana, tra i meno convinti al sì a Draghi proprio a causa del ‘perimetro ampio’ della maggioranza che sosterrà il governo Draghi. E infatti se si scende nel dettaglio dei temi, ‘l’unità’ va presto in frantumi.

Tasse

“La Flat tax è un’idea intelligente” afferma il leghista Claudio Borghi nient’affatto disposto ad ammainare uno dei simboli del Carroccio a guida Salvini. Mentre Fraoitanni invoca “una patrimoniale sulle grandi ricchezze” che da Forza Italia bocciano senza appello “non se ne parla neanche” ci dice l’azzurro Giorgio Mulè e Edoardo Rixi (Lega) – che difende ‘Quota 100’ – aggiunge: “il fatto che la patrimoniale non sia sul tavolo è già un passo in avanti rispetto al precedente governo”. Sulla quadra da trovare tra Pd e Lega Graziano Delrio sorride ed afferma: “noi abbiamo detto quello che vogliamo, quindi non abbiamo dubbi”.

Prescrizione

La riforma Bonafede, difesa a spada tratta da M5S, per bocca di Davide Crippa, capogruppo pentastellato a Montecitorio, è già in sicurezza: “l’unico correttivo è depositato al Senato ed è il ‘Lodo Conte’ e per noi quello è il punto di mediazione già raggiunto sul tema” mentre Forza Italia e Lega sono netti: “va cancellata e riscritta”. Ed il Partito Democratico, con qualche imbarazzo, afferma con Orlando: “vedremo con le forze della maggioranza”. Cioè con Berlusconi, Salvini, Renzi ed Il M5S.

Mes sanitario

Uno dei temi cardine attorno ai quali Matteo Renzi ha avviato la crisi del governo Conte 2 è archiviato da Italia Viva senza battere ciglio.

Migranti

“Nel Conte 2 abbiamo fatto un grande lavoro mandando in soffitta i ‘decreti insicurezza Salvini’ quindi non si torna indietro” prova a delineare un orizzonte chiaro la dem Laura Boldrini, ma avvertono dalla Lega: “Da parte nostra non c’è un cambio di rotta sull’immigrazione” e Faraone, capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, che salì sulla Sea Watch ed ora si ritrova in maggioranza con Matteo Salvini, dribbla le domande sul tema con un evasivo “ragazzi, ogni giorno ha la sua pena. Intanto facciamolo partire questo governo”.

Recovery Plan e cabina di regia

Questo l’altro tema su cui Renzi innescò la crisi del governo Conte 2 “serve una responsabilità politica sul Recovery Plan con un ministero ad hoc o all’interno di un ministero esistente e una unità di missione dentro la Pubblica Amministrazione” afferma Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, mentre in casa Lega sia auspica “una cabina di regia ubicata dentro Palazzo Chigi”. Insomma gli imbarazzi, le inversioni a U e repentine conversioni non mancano e Borghi non trattiene l’irritazione “mi sembra che un sacco di gente non abbia capito un ca… – ed aggiunge – se riusciamo a riportare l’Italia in posizione di rispetto nell’Europa, questo è sovranismo”.

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