“Sono stata vittima di una violenza sessuale. E non l’ho raccontato a molte persone nella mia vita. Ma quando viviamo un trauma, i traumi si sovrappongono”. A parlare in questi termini, trattenendo a stento le lacrime, è stata la deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, che ha ripercorso a parole l’assalto al Campidoglio il 6 gennaio scorso, la corsa a nascondersi nel bagno del suo ufficio mentre gli assalitori attaccavano la sede del Congresso, i pugni sui muri del suo ufficio e le urla di chiedeva “Dov’è lei? Dov’è lei?”. Ha raccontato di aver temuto per la propria vita, parlando ad un’audience di oltre 150mila ascoltatori in un live su Instagram.
“Pensavo che sarei morta”, ha affermato. “E mi sono venuti tanti pensieri. Pensavo se questo è il mio destino, potrà essere compiuto qui”. La parlamentare ha raccontato di essersi nascosta dietro la porta del bagno, quando un uomo bianco ha fatto irruzione nel suo ufficio gridando: “Dov’è lei? Dov’è lei?”. Ocasio-Cortez ha detto che si trattava di un agente della Capitol Police ma che non si era identificato come tale

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