La giornata del centenario dalla fondazione del Pci, che si è celebrata ieri 21 gennaio, ha visto sfilare di fronte al Teatro San Marco di Livorno, luogo della fondazione, le delegazioni di tutti i principali partiti che oggi si ritengono eredi della tradizione del comunismo italiano. Oltre 5 sigle divere, ciascuna con il suo simbolo e ciascuna con le proprie iniziative in orari distinti. Presenti Rifondazione Comunista, il Partito Comunista, il Partito Comunista Italiano e delegazioni di diverse altre realtà e partiti compreso – inaspettatamente e per il tempo necessario a depositare dei fiori prima di andarsene tra i fischi – il deputato del Partito democratico Andrea Romano. Malgrado il filo conduttore di tutti gli interventi che si sono susseguiti al microfono fosse quello della ricerca di un’unità e dell’importanza dell’unione dei lavoratori e degli sfruttati di tutto il mondo, la difficoltà atavica di questa sinistra sembrerebbe riuscire a iniziare a federarsi. Ognuno sembra tenersi stretta la propria identità e portare avanti in autonomia il proprio modo di intendere “l’essere comunisti” nel 2021

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