Facebook e Instagram hanno bloccato a tempo indeterminato gli account di Donald Trump. Tutti noi siamo consapevoli dell’atteggiamento eversivo che ha condotto il presidente uscente degli Stati Uniti a fomentare la rivolta barbarica, pienamente golpista, che ha sconvolto gli Usa e il mondo intero.

Eppure anche in queste ore, anche noi che siamo fieri di avversare ogni sillaba di quest’uomo pericoloso, abbiamo il dovere di giungere fino al fondo della questione: è possibile che un uomo detenga il monopolio assoluto di tutta l’informazione che corre sui social network? E’ possibile che decida, a suo insindacabile giudizio, chi ammettere e chi estromettere? E’ possibile che il suo giudizio lo fondi sulle proprie convinzioni politiche o religiose? E se domani Mark Zuckerberg, il padrone del vapore, vendesse a un altro ricchissimo e potente, la sua merce? Se domani fosse un altro, per esempio Donald Trump, a impossessarsi del vapore? E se costui usasse il suo potere per deviare, manipolare, disinformare, ostruire la libera partecipazione dei cittadini alla vita democratica del proprio Paese?

La conoscenza è il bene indiscutibile e inalienabile della democrazia. Il fatto che gli Stati non la sottraggano al monopolio di privati, non costruiscano una rete di regole trasparenti e chiare, una serie di garanzie che diano la possibilità a ciascuno dell’esercizio del diritto alla difesa delle proprie opinioni, a vederle almeno discusse, a conoscerne l’epilogo, è il pericolo più grande e più grave.

Oggi siamo contenti che il fanatismo criminogeno di Trump sia stato messo a tacere. Domani potremmo essere feriti se uguale sorte, secondo gli insindacabili giudizi di un padrone assoluto, toccasse a chi – a nostro avviso – non la merita affatto.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Colpa d’Arcuri: il ritornello delle opposizioni (anche) sui vaccini. Ma avere antipatico lui è comprensibile, avere sulle scatole la logica no

next
Articolo Successivo

L’istantanea – Ancora troppo pochi gli anziani vaccinati: gli ultimi restano gli ultimi

next