Una scossa di magnitudo 5.2 è stata registrata nella Croazia centrale alle 6.28 di lunedì 28 dicembre. L’epicentro della scossa, che è stata avvertita anche in tutto il Friuli Venezia Giulia, è stato localizzato nei pressi della città di Petrinja, 50 chilometri a sud-est della capitale Zagabria. Al momento non ci sono notizie di danni a particolari cose o persone, ma secondo il sismologo Kresimir Kuk, intervistato dalla radio pubblica croata, “è possibile che un tale terremoto abbia causato danni materiali nell’area dell’epicentro”. A marzo un terremoto di magnitudo 5.3 colpì Zagabria, provocando un morto e 27 feriti.

Altre due scosse di terremoto di magnitudo rispettivamente 4.7 e 4.1 si sono registrate alle 7.49 e alle 7.51 nella stessa zona dell’epicentro. L’area interessata dal fenomeno sismico è nelle vicinanze di Petrinja, 50 km circa a sudest della capitale Zagabria, e 11 km a sudovest di Sisak. Stando ai media regionali, a Petrinja vi sono stati leggeri danni materiali, con cornicioni crollati e crepe in vari edifici. Nei centri colpiti dal sisma si recheranno oggi il presidente croato Zoran Milanovic e il premier Andrej Plenkovic.

Le scosse sono state avvertire anche a Zagabria e in alcune zone della Serbia e della Bosnia-Erzegovina, ma anche in Italia, in Friuli: sui social network sono decine le segnalazioni relative a cittadini preoccupati dall’intensità del sisma, a partire da Trieste, la città più vicina al confine e alla zona dell’epicentro, in tanti sono stati svegliati di soprassalto e numerose sono le testimonianze di persone preoccupate che sono state postate da residenti dei quattro capoluoghi regionali e fino a Sacile, in provincia di Pordenone sull’altro versante regionale, al confine con il Veneto. Segnalazioni anche da Gemona, da Monfalcone e da tutta la Bassa friulana. A favorire la percezione del sisma sono state anche alcune circostanze: l’ora in cui si è verificato, il divieto di spostamenti che costringe in casa la maggioranza della popolazione, una fitta nevicata che sconsiglia gli spostamenti se non strettamente necessari.

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