FQChart è la media aritmetica settimanale dei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani in esclusiva per Il Fatto Quotidiano. Concorrono alla media tutti i sondaggi pubblicati dai maggiori istituti demoscopici nella settimana appena conclusa

Settimana dal 20/12 al 26/12/2020

L’ultima chart del 2020 è l’occasione per un bilancio delle performance annuali dei singoli partiti.

La Lega chiude l’anno esattamente come lo aveva iniziato: è la prima forza politica italiana, ma perde circa otto punti rispetto allo scorso gennaio, attestandosi al 23,3% (-0,6% rispetto alla scorsa settimana).

Regge, tra alti e bassi, il consenso del Partito Democratico che torna a crescere (+0,6) sfiorando il 21%. Un successo rispetto a 12 mesi fa, quando risentiva di ben due scissioni (Italia Viva e Azione), sebbene gli esiti delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Toscana fossero chiari segnali di tenuta presso il proprio elettorato. Il problema per il Pd rimane però quello di uscire fuori dal proprio confine e convincere nel 2021 fasce di elettori che guardano con scetticismo all’operato dei grandi partiti. Non sarà facile.

Un’operazione che è invece riuscita (a discapito degli alleati) ai Fratelli d’Italia (16,1% questa settimana). Il partito di Giorgia Meloni, infatti, in un anno ha raddoppiato il consenso e quadruplicato il risultato delle elezioni politiche 2018. Per il 2021 l’obiettivo ambizioso di FdI è diventare il primo partito della coalizione di centrodestra.

Ancora in perdita il Movimento 5 stelle (14,1% medio e un brutto 12,7% questa settimana per Bidimedia). Nel caso dei grillini si tratta di 2-3 punti percentuali in meno rispetto all’inizio del 2020. Non un pessimo risultato, ma il confronto è impietoso se rapportato a quello di appena due anni prima (il “famoso” 33%).

Tira un sospiro di sollievo Forza Italia (quasi al 7% questa settimana) che sembrava destinata a sparire durante l’anno, quando i sondaggi registravano cifre impietose tra il 4 e il 5%. Bilancio tutto sommato positivo, sebbene non incisivo, per Azione di Carlo Calenda, che dopo un inizio in sordina è riuscito a superare la fatidica soglia di sbarramento del 3% (3,3 medio questa settimana con un lusinghiero 3,7 di Euromedia Research). Un risultato ottenuto anche ai danni di +Europa e del “rivale” Italia Viva.

Bene anche l’alleanza di Sinistra al governo, col 3,2% questa settimana e un trend positivo per gran parte del 2020.

Infine Italia Viva che scivola questa settimana sotto il 3%, probabilmente come conseguenza delle minacce di crisi di governo paventate dai renziani e che gli elettori faticano a capire. È stato un anno difficile quello di Iv: i tentativi di “svuotare” Pd e Fi sono falliti dinanzi alla fedeltà degli elettori dei due partiti, per nulla convinti da un nuovo percorso politico, mentre la nascita del competitor Azione finiva per dimezzare le chance di raggiungere e superare quota 5% (mentre l’obiettivo iniziale era il 10%). Numeri davvero troppo bassi anche per un “leader di palazzo” come Matteo Renzi.

(Istituti considerati: Swg, Euromedia, Quorum/Youtrend, Bidimedia)

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