All’Italia 9.750 dosi, alla Francia praticamente il doppio. 150mila alla Germania, anche se il commissario all’emergenza Domenico Arcuri assicura che quelle per il Vaccine day sono solo “11mila”. Nel giorno dell’inizio della campagna di vaccinazione contro il coronavirus tiene banco il confronto tra le dosi distribuite nei vari Paesi europei. La Reuters ha ricostruito infatti le prime scorte arrivate in alcuni Stati, visto che Bruxelles non ha fornito un elenco ufficiale. E i dati mostrano evidenti sproporzioni rispetto alla popolazione: l’Italia, ad esempio, ha ricevuto le stesse fiale di Norvegia, Croazia, Bulgaria e altri nonostante abbia più abitanti. Come già chiarito dal ministero della Salute in mattinata, però, quella ricevuta per il 27 dicembre è semplicemente una scorta simbolica, mentre da lunedì comincerà la vera e propria campagna, per la quale il nostro Paese riceverà ogni settimana 470mila dosi.

Il caso della Germania – Per quanto riguarda la Germania, l’equivoco sulle dosi è stato chiarito da Arcuri. In un’intervista al Corsera, il commissario all’emergenza ha spiegato che “il numero di dosi simboliche per partire tutti assieme il 27 dicembre è proporzionale alla popolazione“, quindi “la Germania dalla Ue ha avuto le stesse dosi o poco più”. Il carico da 150mila fiale arrivato nei Lander il 26 dicembre, in effetti, non comprenderebbe solo le dosi del V-day ma anche quelle da somministrare nei giorni successivi. Per la prima giornata, quindi, ha chiarito Arcuri, Berlino “ha avuto 11mila dosi. Le 150mila che gli sono state consegnate fanno parte delle forniture successive che nel nostro paese arriveranno a partire dal 28 dicembre. Non c’è alcuna discriminazione“.

Come si calcolano le dosi che spettano a ciascun Paese – Per altri Paesi, però, i numeri non tornano: i 60 milioni di abitanti dell’Italia contro i 67 milioni di francesi da soli non basterebbero a spiegare la differenza di dosi arrivate nei due Stati il 26 dicembre. Ma il punto è sempre lo stesso: la distribuzione simbolica di questi giorni non è indicativa. Per un vero confronto bisognerà aspettare alcune settimane, quando la campagna di vaccinazione sarà a pieno regime. Stando a quanto riferito dal ministro Speranza, il criterio delle quote in base alla popolazione va infatti calcolato sul totale delle 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech ordinate dall’Unione europea.

In questo senso, l’Italia è certa di ricevere 470mila dosi a settimana a partire da lunedì 28 dicembre. Al nostro Paese, si legge infatti in una nota del ministero della Salute, “è destinato il 13,46% di ogni fornitura” di vaccini. “Questo equivale a 26,92 milioni di dosi dal contratto con Pfizer-Biontech, di cui 8,749 milioni nel primo trimestre“. In Germania il ministro della Salute Jens Spahn ha invece annunciato che spera di arrivare ad avere già 1,3 milioni di dosi entro fine anno. Allo stesso tempo, per la fine del primo trimestre l’obiettivo tedesco è fissato tra le 11 e le 13 milioni di dosi, in linea con i numeri annunciati per l’Italia (se tarati in base alla popolazione).

I numeri trapelati finora – Per quanto riguarda gli altri Paesi Ue, numeri ufficiali sulla distribuzione che comincerà dalla prossima settimana ancora non ci sono. Per questo Reuters ha provato a ricostruire quali informazioni si hanno sulle prime consegne. Come detto, la Germania ha ricevuto circa 10mila dosi per ciascuno dei suoi 16 Länder. Non esistono ancora dati ufficiali sul numero di farmaci che arrivano per settimana. In Francia la prima scorta simbolica ammonta a 19.500 dosi. La Spagna (47 milioni di abitanti) riceverà 350mila dosi a settimana. La Danimarca può contare subito su 40mila dosi – necessarie per i pazienti delle case di cura – ma poi dovrà aspettare per vaccinare medici e anziani. Il Portogallo conta di ricevere 80mila dosi entro la fine dell’anno. Come in Italia, anche in molti altri Paesi, tra cui Norvegia, Svezia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia e Bulgaria, è arrivata il 26 dicembre una quota simbolica di circa 10mila vaccini. In Ungheria invece il premier Viktor Orban ha parlato di un primo carico necessario per vaccinare circa 35mila persone. Infine, c’è il caso dell’Olanda, che ha ricevuto a sua volta 10mila dosi per il Vaccine Day ma non comincerà la sua campagna prima dell’8 gennaio: il governo si è giustificato dicendo che sta pianificando con cura l’organizzazione.

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