Più che imbarazzante è stupido. Il vero e maestoso monumento alla stupidità ha una città di gestazione, Verona, e un uomo che lo ha generato. Lui è Alberto Zegler, di Verona, leghista, consigliere comunale della città.

Ha proposto la revoca della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano che Verona gli attribuì nel 2008 per il suo impegno civile. La motivazione è così faziosa da far ridere: Saviano non merita più l’onore perché con le sue parole disonora Salvini e Meloni, li attacca continuamente e questo è insopportabile per la città che proprio dei due leader del centrodestra è figlia adorata e devota.

Il consiglio comunale, invece di seppellire sotto una grassa risata questa farneticazione, ha accolto la proposta e con i voti di leghisti e fratelli d’Italia (fratelli, sic!) ha proceduto alla revoca.

Nessun dubbio che se Saviano avesse avuto riguardo per Matteo e Giorgia, ne avesse taciuto le gesta, Verona gli avrebbe confermato l’onore. Zegler, nella sua esemplare testimonianza di faziosità, riferisce invece che Saviano si è macchiato di “egocentrismo”. Dunque bocciato!

Il leghismo, nella sua versione veronese, sviluppa la ritorsione come clausola di stile. E produce questi misfatti, questi attentati all’intelligenza prima che al proprio decoro.

Verona è interprete di un degrado civile e di una miseria culturale che è la vera malattia autoimmune della Lega. Malgrado tutte le parole al vento (tra tutte scegliamo la più enorme: “Prima gli italiani!”), resta quella che è sempre stata: al fondo del fondo felicemente e convintamente razzista.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’abbraccio tra Salvini e Meloni: “Dicono che siamo in crisi? Più vogliono farci litigare, più ci vogliamo bene”

next
Articolo Successivo

Patrimoniale, un biglietto da visita minimo per ogni sinistra degna di questo nome

next