Sono 18.727 i contagi da coronavirus accertati in Italia nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 17mila di ieri e ai 12mila di mercoledì. Allo stesso tempo salgono anche i tamponi: ne sono stati effettuati 190.416, circa 20mila più di ieri. Di conseguenza il tasso di positività resta praticamente invariato, passando dal 9,9% al 9,8%. La situazione non cambia se si tiene conto solo dei nuovi casi testati (escludendo quindi i 112.262 tamponi di controllo): l’incidenza dell’infezione si riduce al 23,9 (-0,1%). Ancora altissimo il numero dei morti: 761. La pressione sugli ospedali, invece, continua a calare. Rispetto a ieri sono stati liberati altri 526 posti letto nei reparti Covid e 26 in terapia intensiva, a fronte di 208 ingressi. I pazienti attualmente in area medica sono quindi 28.562, di cui 5.417 in Lombardia e oltre 4mila in Piemonte, mentre quelli in rianimazione scendono a 3.265.
Tra le Regioni, come ormai avviene da diversi giorni, è ancora una volta il Veneto a segnare il maggior incremento di contagi (+3.883 con 16mila test). Seguono la Lombardia (+2.938), la Puglia (+1.813) e il Piemonte (+1.553). Sono sopra i mille casi quotidiani anche Campania, Emilia Romagna e Lazio, mentre la Sicilia si ferma a 999. Altri 657 infetti in Toscana, 843 in Friuli, 483 nelle Marche e 340 in Liguria. I contagi registrati in Abruzzo e provincia di Bolzano sono circa 250, in Sardegna 198. La diffusione del coronavirus non si arresta neppure in Calabria e provincia di Trento, entrambe a quota 160 casi in un giorno. +104 le infezioni accertate in Basilicata. Le uniche due Regioni sotto quota 100 sono ancora una volta Valle d’Aosta (+11) e Molise (+73).
L’andamento dei contagi su base settimanale conferma che la curva continua a raffreddarsi in modo progressivo: da lunedì a oggi sono stati accertati in tutto il Paese 77.044 casi, mentre nello stesso periodo di una settimana fa erano 103.760. Tornando ancora più indietro nel tempo, cioè al periodo 23-27 novembre, il dato era ancora più alto (129.370). La stessa cosa vale per l’incidenza dell’infezione – cioè il numero di positivi per tamponi effettuati – che questa settimana si è attestato mediamente intorno al 10,4%, in discesa rispetto al 10,8% della scorsa settimana e al 12,6% di due settimane fa. Il mese scorso, sempre tra lunedì e venerdì, sfiorava il 15,9%. La discesa dei decessi invece è più lenta, anche perché tra il momento del contagio, l’aggravarsi dei sintomi e la morte dei casi più gravi passano mediamente 2-3 settimane: il picco è stato registrato solo a inizio dicembre, quando in 5 giorni sono stati accertati 3.948 morti per Covid. Da lunedì a oggi sono diminuiti a 3.309.
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