“… Perché quelli della Juve sono terrorizzati perché una minima cosa gliela manda in fumo, capito … la trattativa”. A parlare è la professoressa Stefania Spina, la docente sospesa con una misura interdittiva insieme ai vertici dell’Università per Stranieri di Perugia, e il riferimento è ai colloqui che la Juventus sta intrattenendo con il calciatore del Barcellona Luis Suarez per fargli vestire la maglia bianconera. È il 12 settembre 2020 e mancano solo cinque giorni all’esame, per ottenere la cittadinanza italiana, che il giudice per le indagini preliminari di Perugia, Piercarlo Frabotta, nelle 48 pagine della misura bolla come “farsa” e “pantomima”, sottolineando lo “scandaloso favoritismo” e la “inaudita sfrontatezza” accompagnato a “malcelato senso di impunità” dei protagonisti di questa vicenda.

Solo quattro giorni prima, ovvero l’8 settembre l’avvocata della Maria Turco parla con il direttore generale dell’ateneo, Simone Olivieri, e mette in viva voce gli avvocati Luigi Chiappero (storico legale della Juventus) e l’avvocata Brunella De Blasio (che non è indagata mentre gli altri due sono stati iscritti per false informazioni al pm). I legali hanno una serie di domande da porre: “Stiamo cercando di aiutare l’organizzazione operativa di questa cosa perché altrimenti … la distanza non aiuta …. Allora! Ci hanno riferito … vediamo se abbiamo capito bene …. che si potrebbe sostenere in loco direttamente in Spagna e dovrebbe essere un esame solo orale, mi dicevano”. In realtà, essendo un test finalizzato alla cittadina il ministero dell’Interno prevede la presenza, ma l’emergenza sanitaria dovuta a Covid permette che il candidato sostenga solo la prova orale. “Noi stiamo adottando questa linea e non abbiamo avuto problemi con questure o quant’altro, però poi non so sul territorio spagnolo come funzioni…” dice il dg.

I legali quindi guardano in prospettiva: “…Quindi ci sarebbe solo orale, perfetto. Un’altra domanda, ma giusto perché dovremmo muoverci perché quelle quattro cose eventualmente da studiare, siano da studiare! Voi organizzate anche dei corsi? C’è un tempo minimo? C’è un numero di ore?“. Ovviamente sì e Olivieri si affretta a mettersi a disposizione per un corso rapido e a “garantire una certa operatività!”. Quindi si passa all’azione con gli avvocati che ringraziano e chiedono: “…Un’ultima domandona che poi è una domandona da un milione di dollari, quando potrebbe poi sostenere questo esame?”. La risposta è il 21 settembre, ma la fretta è tanta: “Un po’ prima sarebbe meglio. per quello chiedevo anche il corso eventualmente .. lo lo farei iniziare anche domani! Anche oggi fosse per noi”. I legali dicono che deve studiare – anche perché come sanno tutti e come rivelano altre intercettazioni Suarez non “spiccica” una parola di italiano – e Olivieri si prende giusto “un paio di ore per organizzare la struttura e il centro di certificazione e vedere se tutto quello che le ho detto io posso garantirlo. ma penso assolutamente di sì”. Gli avvocati ringraziano e aspettano la conferma. Quello che è successo dopo ormai è noto. Inizia l’organizzazione per preparare l’esame e così l’avvocata Turco in un’altra conversazione fa una promessa: “Poi io mi tengo. io mi permetto poi se in futuro ci sono altre situazioni di appoggiarmi a voi! Su questo ci tengo”.

Che la cosa sarebbe andata in porto viene confermato anche da un messaggio della Spina proprio al dg dell’ateneo sempre l’8 settembre:” Quindi ogni gol che segnerà per noi sarà un po’ anche merito mio?”. Sorogono dubbi sull’istituzione di una sessione straordinaria, ma ormai il meccanismo è avviato ed è già praticamente in dirittura d’arrivo la simulazione d’esame su cui il calciatore dovrà studiare. Dieci ore in totale. Sempre la Spina intercettata dice a un interlocutore e ride: “Insieme abbiamo costruito questo testo … gliel’ho scritto … gliel’ho mandato … gli ho detto ‘Luis studia questo .. vai li… e lui oggi m’ha detto ‘stai tranchilla porché io lo estudio in l’avion‘”.

Interrogato il 22 settembre l’esaminatore, il professor Lorenzo Rocca, agli inquirenti rispondeva così alla domanda se era mai emerso “il tema di eventuali ritorni economici rispetto all’operazione Suarez: “No. Confermo tuttavia che il dg mi parlò dell’eventualità che gli venne prospettata di attivare dei corsi con i ragazzi della primavera della Juventus”. Sei giorni prima Rocca, intercettato, rispondeva così a un amico che gli paventava l’ipotesi che il neo promosso in lingua italiana mostri “il flop” dell’esame alla prima intervista. “No, no – risponde il coordinatore del centro certificazioni – di questo ho parlato con la Juve, ci ho potuto parlare io, anche perché ovviamente se vanno a scavà, scavà, scavà, la firma sull’esame ce l’ho messa io… io non voglio certi c..i, ho chiamato la rettrice e tutti, ho parlato con Paratici – il quale mi ha detto più o meno quello che mi stai dicendo te, nel senso, non ti preoccupa’, lui non lascerà nessuna intervista”.

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